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Esteri

GUERRA IN UCRAINA/ Jean: l'esercito può ancora scatenare la vera guerra civile

Julia Tymoshenko appena liberata (Infophoto)Julia Tymoshenko appena liberata (Infophoto)

L’opposizione si è impadronita di circa 1.500-2.000 fucili sottratti alle forze di polizia, ma non è nelle condizioni di resistere a un attacco deciso delle forze corazzate. La guerra civile scoppierà solo se l’esercito si divide. Quanto è realistica quest’ultima ipotesi? Ritengo che la possibilità sia abbastanza elevata, la darei al 40 per cento contro il 60 per cento che le forze armate obbediscano agli ordini.

 

I generali da che parte stanno?

Il generale Zamana è stato rimosso dal suo incarico proprio per avere affermato che l’esercito non sarebbe mai intervenuto contro i dimostranti. Un fatto che documenta come anche tra le fila degli ufficiali di alto rango ci sia una netta divisione sulla necessità di obbedire o meno agli ordini del governo.

 

In caso di guerra civile, la Russia starà a guardare o manderà le sue armate?

La Russia appoggerà politicamente e finanziariamente il presidente Yanukovich e i governatori delle regioni del Sud e dell’Est del Paese, ma non si impegnerà direttamente con le sue forze. Se lo facesse rischierebbe infatti di guastare tutti i rapporti internazionali e in particolare quelli con la Germania.

 

Quanto contano gli elementi radicali dell’opposizione?

Sono abbastanza forti e numerosi da guidare gli attacchi contro la polizia. La rivolta in Ucraina è stata inizialmente spontanea, ma continuando nel tempo a poco a poco si è radicalizzata come avviene per tutte le insurrezioni. La protesta è passata così nelle mani degli elementi più radicali e bellicosi.

 

L’opinione pubblica in Ucraina alla fine può cambiare le sorti del conflitto?

Quanti scendono nelle strade sono schierati con l’opposizione, ma c’è anche una maggioranza silenziosa che in queste ore drammatiche rimane chiusa in casa. A questi due diversi gruppi si aggiunge il blocco delle regioni filo-russe nell’Ucraina orientale che sono contro i rivoltosi.

 

(Pietro Vernizzi)

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