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MORTI IN VENEZUELA/ Cronaca di un Paese "in guerra" con la democrazia

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Nicolas Maduro (Infophoto)  Nicolas Maduro (Infophoto)

Le manifestazioni continuano in tutto il Paese e la situazione, se non risolta mediante una pacificazione e un dialogo immediati, porterà a un’escalation di violenza davvero deprecabile in una nazione ricchissima, mentre gran parte dei paesi latinoamericani stanno vivendo una stabilità sia economica che politica davvero invidiabile perché hanno trasformato il demonio che sia in Venezuela che in Argentina viene combattuto, il capitalismo e il libero mercato, in un alleato che lo Stato accetta ma controlla costantemente senza per questo ricorrere a misure draconiane e totalmente demagogiche che hanno ridotto da anni due paesi ricchissimi in una situazione di povertà estrema. Ambedue però con un indice di corruzione tra i più alti del mondo, segno che di nazionalpopolare c’è proprio poco.

L’Argentina è difatti l’unico Paese in cui si registrano manifestazioni di solidarietà (a dir la verità poco partecipate) con il regime venezuelano: anzi durante una di esse il politico ultra-kirchnerista Raul D’Elia (un personaggio dal passato alquanto torbido divenuto deputato) ha addirittura paventato come la fucilazione di Lopes sia l’unica soluzione della crisi. Quando si dice la democrazia...



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