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DIARIO UCRAINA/ Tokariuk: un Paese con le lacrime agli occhi per la caduta dei suoi eroi

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Sì. Anche se alcuni leader dell’opposizione hanno cercato di dire alla piazza che poteva tornare a casa, i manifestanti hanno accolto queste parole con indignazione. La gente non è scesa nelle strade per sostenere i politici d’opposizione né per abbattere Yanukovich, ma per cambiare un intero sistema politico. Da parte dei manifestanti c’è una grande diffidenza nei confronti della stessa Yulia Tymoshenko, che rappresenta a sua volta la vecchia classe politica. Migliaia di persone sono tornate in piazza non per la Tymoshenko, ma per commemorare quanti sono caduti per la libertà.

 

L’Ue è sempre più in crisi. Perché per l’Ucraina è invece ancora un modello positivo?

Per l’Ucraina l’Ue rappresenta la speranza di una modernizzazione e di un cambiamento. Se guardiamo al modello di un altro Paese post-comunista come la Polonia, per molti ucraini rappresenta un esempio di successo perché è riuscita a dire addio al suo passato. Il punto di partenza di Polonia e Ucraina 20 anni fa è stato lo stesso, ma oggi i due Paesi hanno preso strade completamente diverse. Le richieste pur rigide dell’Ue ai Paesi membri costringono questi ultimi ad attuare le riforme e ad avviarsi su un processo di modernizzazione, mentre la Russia rappresenta per molti ucraini lo stesso sistema corrotto e obsoleto della vecchia classe politica.

 

Le regioni dell’Ucraina orientale sono ancora in mano a Yanukovich. C’è il rischio che il Paese si divida in due?

No, anche perché è esagerato dire che le regioni dell’Est siano ancora in mano a Yanukovich. Da un paio di giorni non sappiamo esattamente dove si trovi il presidente, e abbiamo assistito a molte manifestazioni filo-Ue nelle stesse città dell’Est. Negli ultimi giorni è stata abbattuta circa una cinquantina di statue di Lenin, soprattutto nelle regioni orientali. Anche nelle regioni dell’Est la gente vuole il cambiamento e la rottura completa con il passato sovietico e post-sovietico, per dare spazio a un futuro moderno ed europeo.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
25/02/2014 - Requiem (Andrea Gualtiero)

Il pogrom è già iniziato, essere russi in Ucraina è ora come essere figli di Israele nell'Europa nazista del 1940. Chi può cercherà di fuggire, altrimenti di nascondersi; gli altri moriranno, in una delle infinite tragedie di cui è punteggiata la storia di questo popolo infelice, paziente, orgoglioso. L'occidente respingerà i pochi che vi cercheranno rifugio. Ma, soprattutto, respingerà le evidenze dei racconti, delle testimonianze, negherà, come sempre, la verità più ovvia: che il dolore di un essere umano è uguale nonostante il colore della sua pelle, la lingua che parla, le tradizioni e la fede cui appartiene. Io mi vergogno di essere europeo. La propaganda vergognosa con cui l'europa intera (sola eccezione l'Austria) ha commentato la spaventosa vendetta di Obama contro Putin, mostra come l'unione stessa sia inutile e vana. Gli stati uniti d'America, un tempo faro della libertà e speranza di riscatto delle genti, sono oggi degenerati a protettori degli interessi dei ricchi e potenti contro i poveri e i deboli del mondo. Un intero Paese è stato sacrificato e 25 milioni di russi sono condannati all'esilio o alla persecuzione. Ma gli USA dovevano mostrare a Putin cosa accade a chi dà asilo politico ad un dissidente, cioè un uomo che non si rassegnava a vergognarsi senza reagire: Snowden. Un olocausto, ormai, non scompone affatto le smorfie degli uomini forti di Washington: un altro è già pronto per il Venezuela e, quanto alla Siria, la questione è solo rinviata.