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UCRAINA/ Così Putin ha usato Khodorkovski per tener buona l'Europa

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Vladimir Putin (Infophoto)  Vladimir Putin (Infophoto)

Dal punto di vista puramente strategico Putin si è rivelato ancora una volta molto efficace. In questo momento risalta particolarmente la distanza tra l’abile realismo di Putin e l’inconcludente propagandismo di Obama. Il presidente Usa fa il “gran gesto” di mandare due atleti omosessuali alle Olimpiadi invernali di Sochi per far vedere che è un democratico e che sfida Putin sul terreno dei diritti umani. Intanto il presidente russo lavora per sfilare di mano all’Ue un Paese dalle enormi potenzialità come l’Ucraina. E’ quindi un confronto impari, tra un Obama inconsistente e un Putin estremamente forte. Il presidente russo si inscrive del resto nella perfetta tradizione degli zar, i quali sappiamo che condannavano a morte o all’esilio in Siberia i dissidenti, e dopo un certo numero di anni li graziavano.

 

Perché la partita sull’Ucraina è così decisiva?

L’Ucraina è un Paese vasto il doppio dell’Italia, con una popolazione molto numerosa, in condizioni economiche molto difficili ma con delle potenzialità enormi soprattutto dal punto di vista della produzione agricola. In condizioni normali l’Ucraina potrebbe essere veramente trainante per l’Europa. Putin al contrario ha scelto di usare il Paese come magazzino di approvvigionamento per il suo sogno di ricostituire una sorta di Grande Russia o neo-Urss, dove i singoli Stati che ne fanno parte sono specializzati in un singolo ramo dell’economia, ma dipendenti dal centro moscovita. Tra questi Stati ci sono la Bielorussia e il Kazakistan, che sono già entrati in un’unione doganale con la Russia. Ora è la volta dell’Ucraina.

 

(Pietro Vernizzi)



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