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BABY ZION/ Il bambino che ha vissuto solo dieci giorni, accolto nonostante la malattia

Pubblicazione:giovedì 6 febbraio 2014

Baby Zion con la mamma, foto da Instagram Baby Zion con la mamma, foto da Instagram

Alla ventesima settimana di gravidanza, a Robbyn e Josh, una coppia americana che vive nella periferia di Chicago, viene detto che il bambino che stanno aspettando soffre di una gravissima patologia: la sindrome di Edwards, anche detta trisomia 18. Che cosa è? E  la seconda più comune trisomia autosomica, dopo la sindrome di Down,  caratterizzata dalla presenza di un cromosoma 18 in più nel cariotipo: tre (trisomia) invece che due. Si verifica all'incirca una volta ogni 6mila nascituri e la maggior parte dei feti a cui viene diagnosticata muore prima della nascita e anche in caso di nascita non si vive a lungo, al massimo un mese. La coppia alla terribile notizia non si perde d'animo: la nostra scelta è sempre la vita e dunque di dare una possibilità anche al bambino, ha commentato parlando con la stampa americana il padre. Robbyn e la moglie sono cristiani praticanti: lui è anche pastore in una chiesa delle tante che esistono in America, ed esercita presso la Alpine Chapel a Chicago. Davanti alla diagnosi dei dottori ("il bambino non è compatibile con la possibilità di vivere") decidono di lasciarlo nascere comunque. Contrariamente alle previsioni, non muore durante la gravidanza, ma nasce. Quando nasce, i dottori dicono ai genitori che potrà vivere solo pochi minuti, poi che potrà sopravvivere al massimo fino al giorno dopo. Zion, come viene battezzato, vivrà dieci gironi, a casa con la famiglia, dieci giorni che la coppia descrive come momenti di grande amore e felicità. Quando muore, Robbyn dice ai suoi altri figli: adesso è con Gesù, il posto migliore dove poter essere, e lo rivedremo un giorno. Diversi siti americani e inglesi, nel raccontare questa storia, hanno pubblicato alcune foto concesse dalla famiglia in cui si vede il piccolo Zion accudito dalla famiglia intera. Come ha raccontato ancora il padre, "chiunque ha conosciuto Zion, è cambiato in meglio, nel vedere quel piccolo combattente per la vita che è stato".



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