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CASO MARO'/ Siamo innocenti, le parole dei due soldati italiani

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Massimiliano Latorre, uno dei due marò detenuti in India da lungo tempo con l'accusa di aver ucciso dei pescatori indiani scambiandoli per pirati, ha tenuto una conferenza stampa a New Delhi. Il soldato ha espresso la sua frustrazione per quella che ritiene una lunga e ingiusta detenzione, ma soprattutto si è difeso dalle pesanti accuse che l'India rivolge ai due. Non siamo responsabili della morte dei pescatori anche se ci dispiace della perdita di vite umane, ha detto. Anche noi, ha aggiunto, siamo pescatori e siamo molto addolorati ma, ha aggiunto, come militare professionista che combatte la pirateria, ogni accusa di terrorismo mi rammarica molto.

Ha voluto poi ringraziare il popolo italiano per il sostegno nei loro confronti che non è mai mancato e che adesso si è fatto "incontenibile": ha anche ringraziato il capo dello Stato e il ministro della difesa per il loro impegno. Proprio due giorni fa Napolitano mentre si trovava a Bruxelles parlando agli eurodeputati italiani aveva confermato i suoi sforzi internazionali per ottenere la liberazione dei due marò.  In questo quadro, l'unica notizia buona al momento è quella che il ministero dell'Interno ha finalmente rinunciato alla richiesta di pena di morte per i due italiani, come invece sostenuto fino a pochi giorni fa. 



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