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Esteri

PAKISTAN/ Ragazzina cristiana obbligata a sposare un musulmano

Una ragazza minorenne è stata rapita da un ricco musulmano che l'ha costretta a sposarlo e a convertirsi all'Islam. La polizia e la magistratura pachistana non intervengono

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"Non è reato sequestrare e convertire i non musulmani": così la pensa un importante religioso islamico pachistano. La sua frase giunge a commento dell'ennesimo caso di brutale ingiustizia nei confronti della minoranza cristiana del suo paese. Una ragazzina minorenne cristiana è stata infatti rapita da un ricco proprietario terriero che l'ha costretta a sposarlo e a convertirsi all'Islam. E' successo tre settimane fa a Lahore e fino a oggi, come fa sapere l'agenzia Asianews, le autorità se ne sono infischiate di intervenire. In queste ultime ore la famiglia di Samariya Nadeem, 16 anni, la giovane rapita, è scesa a dimostrare davanti al circolo della stampa locale e finalmente qualcosa si è saputo di questo drammatico caso. Magistrati e polizia non intervengono nel caso, solo la Chiesa cattolica locale sta alzando la voce. E' una pratica diffusa, è stato detto, da parte dei musulmani di rapire giovani cristiane o indù e obbligarle a sposare dei musulmani, costringendole anche a convertirsi. Secondo le testimonianze la ragazza è stata anche brutalmente picchiata ma la polizia non interviene anche per paura del ricco musulmano che esercita il potere nella zona, spalleggiato da un importante religioso islamico. La legge pachistana vieta le nozze di ragazze minorenni senza il consenso dei genitori.

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