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Esteri

DIARIO ARGENTINA/ Villas Miserias, lo scandalo del mercato dei bambini

Come scrive ARTURO ILLIA, un convegno a Buenos Aires ha fatto luce sulle violenze che donne e minori subiscono in Argentina, dove lo sfruttamento sessuale ha raggiunto limiti inimmaginabili

Il Convegno in Argentina (foto di Aldo Feroce)Il Convegno in Argentina (foto di Aldo Feroce)

Con l’introduzione fatta dall’Ambasciatrice italiana Teresa Castaldo, che ha elencato con precisione quanto si è fatto in Italia nel campo della lotta alla violenza sulla donna, si è tenuto giovedì a Buenos Aires, nell’aula verde della facoltà di Legge, il simposio dedicato a questo scottante e attualissimo tema organizzato dalla nostra Ambasciata attraverso il suo addetto scientifico, l’ing. Gabriele Paparo. Alle 17, dopo una serie di interessantissimi interventi, le conclusioni tratte sono permeate da un marcato pessimismo, dato che gli sforzi compiuti per combattere la piaga della violenza sulle donne e i bambini sono una goccia nel mare di una questione che, a livello globale, si sta ingigantendo sempre più, complice un menefreghismo delle istituzioni che in molte nazioni ne sono addirittura complici.

Certo, come per altre problematiche, esistono architetture legislative meravigliose, che però purtroppo nella maggior parte dei casi rimangono legate alla carta e non trovano la benché minima applicazione, ma un segnale forte, condiviso e di speranza è emerso specie in quegli interventi che hanno raccontato diverse vicende: il coraggio della donna, la sua determinazione, unite agli sforzi di organizzazioni spesso sorte spontaneamente e che godono di brillanti forme di autogestione, costituiscono la speranza in un mondo dove i diritti umani spesso conquistati faticosamente da generazioni non certo informatizzate ma coscienti e dotate di dignità, stanno per essere cancellati dall’indifferenza della società attuale.

Nel suo intervento il Premio Nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel ne ha elencate alcune, nell’ampio panorama latinoamericano dove le violazioni anche contro minoranze etniche sono macroscopiche e l’argomento dei diritti umani spesso viene usato come refrain politico privo di ogni concretezza nella sua soluzione. Continente dove la donna è spesso sottomessa non solo a violenze domestiche, ma non gode del diritto all’istruzione, ampiamente combattuto dal mondo maschile. Ma l’America Latina è pure una zona geografica che costituisce il mercato principale della prostituzione minorile e non solo, come emerge dalla agghiacciante relazione fatta da Manuel Sorbello, attivista dell’organizzazione “Defensor del pueblo” di Buenos Aires e professore dell’Umsa (Universidad del Museo Social Argentino).

La prostituzione, la pedofilia e il mercato dei bambini atto al loro sfruttamento hanno raggiunto limiti inimmaginabili che includono lati francamente aberranti quali la transessualità minorile indotta, la vendita di bambini che vengono sistematicamente resi schiavi di droghe come il paco (un prodotto degli scarti della lavorazione della cocaina) per essere addestrati ai furti o altre attività illecite. Per poi costituire anche merce di scambio in veri e propri mercati dove favori sessuali o bottini di furti vengono scambiati quasi fossero figurine. Le “villas miserias” sono il desolante scenario di questo fenomeno, ma anche i quotidiani rapimenti di bambini, che sono spesso ignorati dai mass media, avvengono agli ingressi di scuole o istituti e coinvolgono tutti i ceti sociali.