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SCENARI/ Eid: Arabia ed Egitto contro Qatar e Turchia, ecco la nuova partita

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Fratelli musulmani in piazza  Fratelli musulmani in piazza

L’obiettivo dell’Arabia Saudita è giocare contro il Qatar, il quale a sua volta appoggia i Fratelli musulmani. Per farlo Doha utilizza due strumenti, Al-Jazeera e i finanziamenti, e Riyad ha scelto di contrastare questa politica. Negli anni ’70 l’Arabia Saudita sotto re Faisal ha accolto la leadership dei Fratelli musulmani perseguitati da Nasser aprendo loro le cattedre dell’università. Non c’è quindi una storia di tensione tra il Regno wahabita e i Fratelli musulmani.

 

Quali possono essere ora le conseguenze di questa “rottura”?

L’ultimo comunicato saudita nel quale si annoverano i Fratelli musulmani tra le organizzazioni terroristiche ha sorpreso lo stesso movimento egiziano, che si è trovato messo sullo stesso piano delle filiali di Al Qaeda. Nell’ordinanza reale si parla di militanza armata dei sauditi all’estero, ma anche di attività politica e conferenze. Un testo così vago si presta a un’interpretazione molto elastica, e ciò rappresenta un ulteriore giro di vite contro chi si permette una minima espressione di un’opinione personale.

 

Qual è il significato di questi avvenimenti per lo scacchiere dei Paesi del Medio Oriente?

Lo scacchiere del Medio Oriente è diviso in due blocchi. Da un lato chi sono Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati Arabi, i quali la settimana scorsa hanno ritirato i loro ambasciatori da Doha, dopo che lo aveva fatto anche l’Egitto. Dall’altra ci sono invece Qatar e Turchia che sostengono i Fratelli musulmani.

 

Ora che cosa accadrà?

Se i sostenitori di Morsi sono considerati dall’Arabia Saudita un’organizzazione terroristica, ciò mette a rischio il dialogo con la stessa Turchia che è guidata da un partito tutto sommato vicino ai Fratelli musulmani. Ma pone problemi anche nei confronti del governo della Tunisia, al cui interno è presente Ennahda, e del Marocco. Questa decisione può dunque comportare delle conseguenze rispetto a cui la stessa Arabia Saudita non si è espressa in modo chiaro. Anche se l’ordinanza reale può essere letta come un piacere all’Egitto alla vigilia delle dimissioni dall’Esercito del generale Abdel Fattah El-Sisi, in vista della sua candidatura come presidente della Repubblica.

 

Che cosa ci dobbiamo aspettare per il Medio Oriente?

Ciò cui si sta lavorando è a un nuovo polo composto da Arabia Saudita ed Egitto schierate contro Qatar e Turchia. Siamo quindi in una fase di riposizionamento, e la gravità del fatto è che il Consiglio di Cooperazione del Golfo che negli ultimi decenni si era dimostrato compatto, comincia a riflettere queste divisioni interne. Ci sono quindi delle mosse che fanno capire come sia in corso una ricomposizione dello scacchiere regionale, e questo non prelude a nulla di positivo perché le politiche dei due poli in Medio Oriente hanno sempre rovinato le popolazioni e gli Stati.

 

(Pietro Vernizzi)



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