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UCRAINA/ Dalla Puglia a Sebastopoli passando per i lager di Stalin

In protesta a Sinferopoli, Crimea (Infophoto) In protesta a Sinferopoli, Crimea (Infophoto)

Comunque nel 1992 (dunque ancora ai tempi dell'Unione Sovietica) venne creata a Kerc un'Associazione degli Italiani di Crimea, che esiste tuttora e che sembra abbia oltre 300 soci. 

Nel giugno 2007 a San Pieroburgo, nel campo di fucilazione di Levashovo, ora divenuto luogo memoriale delle vittime di Stalin, venne finalmente posto anche un monumento alle vittime italiane di Stalin. Sul monumentale cippo sono citati appunto anche gli italiani di Crimea. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti fra l'altro, a nome del governo italiano dell'epoca, Piero Fassino, e a nome della Regione Lombardia chi scrive. In quel medesimo anno venne pubblicato un utilissimo e commovente libro dal titolo La tragedia sconosciuta degli italiani di Crimea. Gli autori sono Giulia Giacchetti Boico, attuale presidente della Associazione degli Italiani di Crimea, e Giulio Vignoli, docente dell'università di Genova. Scritto in tre lingue, italiano, russo e ucraino, il volume fa per la prima volta un quadro esauriente della drammatica vicenda. Purtroppo è difficile reperirlo poiché si tratta di un'edizione a cura degli autori medesimi pagata grazie a una sottoscrizione perché, ha scritto Giulio Vignoli "né l'università di Genova, né alcune banche, né altre istituzioni hanno ritenuto di sovvenzionare il libro". Sul medesimo argomento Vignoli ha pubblicato un altro volume nel 2012.

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