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SIRIA/ Douad: la salvezza sta in Assad, altrimenti vincerà al Qaeda

Pubblicazione:domenica 16 marzo 2014 - Ultimo aggiornamento:domenica 16 marzo 2014, 9.54

Profughi (Infophoto) Profughi (Infophoto)

Non è stata del tutto spazzata via, grazie a Dio; è stata rovinata ma non è finito tutto. Abbiamo intellettuali sunniti, alauiti, sciiti o delle diverse professioni cristiane che ancora cercano di mantenere questo tessuto e di lavorare su questo. Qualche giorno fa ho incontrato il patriarca greco-cattolico e insieme abbiamo deciso di lanciare un gruppo di riflessione basato sugli elementi del Concilio vaticano II al quale invitare anche membri dell'islam, con i quali cercheremo di ricucire questo tessuto. Il problema è chi sfrutta l'islam per motivi politici, esattamente come alcuni sfruttano i cristiani, provocandoli a puntare le armi contro i musulmani.

 

E' noto che la Siria è stretta dentro un gioco politico internazionale che vede gli interessi di potenze come la Russia, la Cina e l'Iran: i paesi occidentali che ruolo hanno? Che ne pensa delle conferenze di pace di Ginevra?

L'occidente purtroppo ha giocato un ruolo sbagliato sin dall'inizio. Ricordo quando a fine maggio 2011 l'ambasciatore americano a Damasco si recò a una manifestazione nella capitale siriana dei Fratelli musulmani insieme all'ambasciatore francese, un gesto del tutto contrario a ogni legge delle Nazioni unite.  Questo provocò una tensione forte fra Siria, Usa e Francia scatenando la violenza tra esercito e civili in piazza. Due mesi dopo Al Qaeda fece una strage in cui morirono quasi 90 agenti del regime. Un frate francescano che vive circondato da qaedisti ha raccontato di aver visto cinque teste mozzate all'ingresso della città. Parliamo del 2011.

 

Gli Stati Uniti hanno anche minacciato di invadere la Siria.

Il mondo sta cambiando: la Russia non può non essere accettata come una grande forza internazionale e così la Cina. Ma l'America non vuole ammettere che il suo ruolo internazionale in medio oriente deve essere diminuito e tutto questo ha contribuito a scatenare gli scontri. Bastava mettersi intorno a un tavolo e fare riforme, invece sono arrivate armi dalla Turchia, dalla Giordania e dal Libano. La soluzione deve essere internazionale, ma finché America, Francia e Gran Bretagna non decidono di stare veramente al tavolo e discutere il vero bene della Siria, non troveremo una soluzione.

 

A maggio ci saranno le elezioni presidenziali: in questa situazione di guerra civile che senso possono avere?

La nuova legge elettorale prevede più di un candidato e se Assad decide di presentarsi come uno dei candidati, sarà un sua scelta. Le elezioni saranno certamente poco libere perché ci sono tante zone della Siria che non sono più controllate dal governo, sarà difficile votare. Ma se Assad si candida sicuramente vincerà, perché la gente non trova un altro candidato che sia altrettanto affidabile. Nell'attuale regime c'è la salvezza o altrimenti finiremo nelle mani di Al Qaeda. I cristiani e musulmani moderati voteranno tutti per Assad, perché nonostante tutto ci assicura una vita moderata e la libertà delle nostre donne di poter ancora uscire di casa e vivere la loro vita.



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