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Esteri

VISTO DAGLI USA/ Perché Obama non muove un dito contro il "comunista" Putin?

Ecco le finte sanzioni dell'America, storico baluardo al comunismo, contro l'operato di Putin. RIRO MANISCALCO spiega le ragioni dell'immobilismo americano nei confronti della Russia

Ronald Reagan (infophoto)Ronald Reagan (infophoto)

NEW YORK - "Miei cari connazionali, ho il piacere di comunicarvi che oggi ho firmato un atto di legislatura che metterà la Russia fuorilegge per sempre. Cominceremo a bombardare tra 5 minuti". Ve lo ricordate? Agosto 1984, Ronald Reagan, super arzillo settantatreenne che fa il sound check su NPR (National Public Radio), in piena campagna elettorale per la propria rielezione.

Scherzava, e nessuno avrebbe dovuto sentirlo. Ancora mancavano sette anni a quello che sarebbe stato il tracollo dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS come dicevamo noi, CCCP come dicevano loro, USSR come dicevano negli Stati Uniti). Sette anni e tutto si sarebbe disfatto senza bisogno delle cannonate americane. Di là da quel muro ancora cosi impenetrabile, il regime dava segni di cedimento scegliendo leaders vecchi e malati che facevano appena in tempo a prendere il potere e morivano. Andropov, Chernenko… In questi giorni nove americani su dieci una battutaccia come quella di Reagan probabilmente la gradirebbero. L'America non ha mai amato la Russia perché non ha mai amato il comunismo, e per quanto quello sovietico si sia edulcorato, per gli americani sempre comunismo è, anche quello di Putin.

L'America non ha mai amato il comunismo anche molto prima che Joseph McCarthy lanciasse la sua campagna di persecuzioni e caccia alle streghe. A spingere McCarthy c'erano una rivoluzione come quella della Cina (1949) ed una guerra come quella della Corea (1950-'53). Ma questo "non amore fino all'odio" lo troviamo anche prima della grande guerra, momento storico che costituì sia la prima occasione di "contatto fisico" tra Yankees e figli della Rivoluzione d'Ottobre, sia la premessa di quella che sarebbe diventata la cosiddetta "guerra fredda".

Essendo questo un paese dove in pochi decenni si passò dallo schiavismo delle piantagioni all'asservimento industriale, uno si aspetterebbe di trovarci un bel partito comunista. Quand'eravamo ragazzi, ai vari cineforum "Joe Hill" non mancava mai (Joel Emanuel Hägglund detto Joe Hill, operaio, sindacalista, agitatore, cantautore fucilato nel 1915 per un omicidio forse non commesso – guardatevi il film di Bo Widerberg). Ma per quanto cercassero di convincerci del contrario con film e propaganda varia, comunisti ed anarchici in America non hanno mai riscosso molto successo. Forse gli aderenti al Partito (CPUSA) arrivarono a toccare i 40mila nel 1920, con una popolazione già alla soglia dei 110 milioni. "Forse". Perché nella contapposizione sociale "padroni/lavoratori", l'americano si è sempre identificato col "padrone", con chi apre sentieri e traccia la strada, con chi costruisce. Certo che più padroni ci sono più lavoratori necessitano, ma in un paese che cresce, costoro (i lavoratori) saranno sempre i nuovi immigrati. Che poi nel tempo tenteranno di avanzare economicamente (e quindi socialmente) purché non ci sia di mezzo il comunismo a guastar tutto, purché non si intrometta lo "Stato" a dettar leggi che non si pigliano con la mia libertà.


COMMENTI
21/03/2014 - Con tutto il rispetto.... (Francesco Giuseppe Pianori)

Con tutto il rispetto per Riro, quello che dice non è il modo di vedere americano, essendo egli europeo, meglio italiano nativo delle Marche. Con tutto il rispetto e la considerazione appunto. Noi in Europa conviviamo col comunismo dal 1917 fino ad aver fatto una piccola nicchia comunista perfino nel nostro pensiero di anticomunisti. In fondo giustifichiamo Putin e sotto sotto lo stimiamo pure. Riro si rammarica che gli americani ed Obama non siano comunistelli e suggerisce di cedere un pochettino per amore degli affari. Obama questo sta facendo, perché non ha un ideale da difendere o una verità da seguire. La sua debolezza è nei fatti: non sa opporre niente perché non tiene a niente, non sa rispondere adeguatamente perché non conosce altro che il comodo obbedire agli interessi dei capitalisti. Kennedy era di un'altra stoffa. O capisco male il nostro amico Riro?

RISPOSTA:

In verità mi rammarico esattamente delle stesse cose… Pensavo di essere riuscito ad esprimerlo, ma le parole fanno quel che possono fare. Obama, come spesso è accaduto in questi anni, non sa che pesci pigliare perché il concetto di libertà che gli sta a cuore è piuttosto vuoto. Per questo gli Americani (che pur l’hanno votato, fondamentalmente per l’assenza di un competitor “presentabile”), non amano la sua politica estera (e tante altre cose). Politica estera vuota come quel concetto di libertà. Riro Maniscalco