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OBAMA/ Se Putin non si ferma reagiremo, l'ultimatum

Alla conclusione del G7 senza la presenza dell'espulsa Russia, Barack Obama ha lanciato a Mosca una sorta di ultimatum, ricordando che in certi casi l'azione militare è giustificata

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Si è concluso il G7, l'incontro delle massime potenze mondiali da cui è stata esclusa la Russia per i ben noti fatti di Crimea. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama al termine dell'incontro ha rilasciato parole che suonano come una sorta di ultimatum: "Ogni alleato della Nato ha la rassicurazione che tutti noi, inclusi gli Stati Uniti, ribadiamo pieno sostegno al concetto di difesa collettiva previsto dall’art.5 del Patto Atlantico". Parole che, dette mentre si stringono i rapporti con l'Ucraina e la Russia invece continua ad ammassare truppe ai suoi confini, suonano inquietanti. Alla Russia Obama si è rivolto dicendo che spetta a Mosca di agire in modo responsabile rispettando le norme internazionali. Obama, riferendosi ai paesi baltici, che in molti vedono come possibile prossimo obbiettivo del piano di Putin di ricostituire l'Unione sovietica pre crollo muro di Berlino, ha detto che "ci sono momenti in cui l'azione militare può essere giustificata". Da parte sua Mosca ha cercato di minimizzare l'esclusione dal G8, cercando in qualche modo di lasciare la porta aperta al dialogo: "La Russia continua ad essere pronta ad avere contatti a tutti i livelli, compreso il più alto: siamo interessati a questi contatti". 

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