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CASO MARO’/ Toni Capuozzo: una caporetto della giustizia indiana

Pubblicazione:sabato 29 marzo 2014

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Infophoto) Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Infophoto)

Sono diversi gli elementi a documentarlo. Il capitano del peschereccio Saint’Anthony per esempio ha dichiarato a caldo che l’incidente era avvenuto alle 21.30, mentre quello che ha coinvolto l’Enrica Lexie si è verificato alle 16.30. Inoltre non si capisce perché gli inquirenti indiani, dopo avere messo le mani su foto e video, abbiano scelto di non utilizzarne i contenuti neppure in una fase istruttoria del procedimento. Ciò testimonia che è un filmato che va a discolpa dei marò.

 

Chi è il vero responsabile di questa caporetto dell’India?

I risultati dell’udienza documentano un palleggiamento di responsabilità, in quanto la giustizia indiana di fatto sta dicendo al governo che è stato quest’ultimo ad avere creato il problema e ora sta a lui risolverlo per via extragiudiziaria. La vicenda è stata cioè gestita male innanzitutto da un punto di vista politico. Il ministro della Difesa indiano, A. K. Antony, è stato uno dei grandi accusatori di Latorre e Girone, ed è considerato una figura incorruttibile. Con suo grande disappunto, è stato citato però come testimone nella vicenda delle tangenti di Finmeccanica e non verrà ricandidato.

 

Che cosa farà a questo punto il governo indiano?

L’Italia procederà sui tempi lunghi dell’arbitrato internazionale. Con buona probabilità, per la prima volta dall’indipendenza dell’India, le elezioni sanciranno la fine del potere del Partito del Congresso fondato da Gandhi. Al suo posto saliranno al governo i nazionalisti del Bharatiya Janata Party. Nella finestra che si aprirà nell’alternanza tra i due partiti politici, l’India potrebbe anche concedere una libertà provvisoria ai due marò per sbarazzarsi di una presenza che si sta trasformando in una vera e propria patata bollente.

 

(Pietro Vernizzi)



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