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SCENARI/ Le risposte di Russia e Cina al "tour" di Obama

Barack Obama (Infophoto) Barack Obama (Infophoto)

Su questo giornale abbiamo già scritto dell’immagine di debolezza che ha trasmesso l’affrettato presidente Obama, accerchiato a casa da falchi democrats e neocons che non gli perdonano l’indecisione sull’intervento in Siria e l’apertura all’Iran. L’incontro con il Santo Padre è il solo aspetto che tutti i principali giornali americani hanno colto della visita di Obama in Europa. Dalle agenzie cinesi e russe nemmeno un rigo sul suo tour europeo. Dell’incontro nelle “sacre stanze” abbiamo visto un “americano a Roma” che ha cercato di sdrammatizzare l’eloquente volto del Pontefice con ampi sorrisi protocollari. Anche la nota della sala stampa vaticana non ha migliorato l’impressione “drammatica” di questa visita che per Bergoglio s’incentrava sui disastri umani e sociali dell’economia finanziarizzata, sull’esclusione sociale, e sull’etica e la morale nella politica.

Quest’ultimo punto è stato somministrato ai politici italiani convocati alla messa delle 5.30 del mattino dove il Papa li ha avvertiti che “la corruzione non si perdona”. Scarna e precisa, la nota vaticana recita che l’incontro si è svolto “su alcuni temi attinenti all’attualità internazionale, auspicando per le aree di conflitto il rispetto del diritto umanitario e del diritto internazionale e una soluzione negoziale tra le parti coinvolte” e sulle relazioni bilaterali “ci si è soffermati su questioni di speciale rilevanza per la chiesa nel Paese, come l’esercizio dei diritti alla libertà religiosa, alla vita e all’obiezione di coscienza nonché il tema della riforma migratoria”. Insomma, una doccia fredda per il sorridente Obama. Ma anche per l’altrettanto sorridente Renzi il messaggio di Obama è stato una doccia fredda: sugli acquisti degli F35 mi hai profondamente deluso, e già il ministro Pinotti corre ai ripari, mentre per il resto, riforme e conti pubblici, “le idee sono buone”. La replica di Renzi è stata vaga e laconica: “Yes, we can”. Quanto all’ottuagenario amico americano, Obama lo ha ringraziato per il “good work done” e buon riposo caro presidente Napolitano. A nulla sembra essere servita la subalterna copertura in diretta di ogni spostamento di Obama a Roma che il contribuente ha pagato con RaiNews24.

Dopo questa sbornia informativa sull’esaltazione della debolezza e del nulla, veniamo a capire che cosa fa il resto del mondo. La Cina sta visitando con calma e metodo la Francia, poi la Germania e infine le istituzioni europee. Il principale obiettivo del presidente Xi è la “penetrazione economica cinese”, che in Francia ha portato all’acquisizione del 14,8% del gruppo Psa-Citroên, e ad accordi sulle costruzione e licenze di Airbus oltre che sulla cooperazione in materia nucleare. C’è da aspettarsi che anche in Germania gli accordi commerciali fiocchino, anche per onorare la ferrovia veloce che collega Berlino a Pechino in 4 giorni e mezzo. Con le istituzioni europee, invece, la questione sarà giocata in punta di spada, tra apprezzamenti per il “soft power” in materia di sicurezza e comandamenti per evitare che l’accordo di libero scambio Ue-Us (Ttip) danneggi indirettamente gli interessi cinesi. Insomma, mentre Obama “ha fatto l’americano”, il cinese fa affari.