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SCENARI/ Le risposte di Russia e Cina al "tour" di Obama

Pubblicazione:sabato 29 marzo 2014

Barack Obama (Infophoto) Barack Obama (Infophoto)

D’altra parte, la Russia, che pochi giorni fa ha preso il controllo dell’italiana Pirelli grazie a un modesto investimento di Rosneft, non ha ancora deciso di mollare l’Europa agli Usa. Tuttavia, è chiarissimo che la strategia del presidente Putin non è militare ma di intelligence ed economica. Infatti, l’intelligence russa, di concerto con la Germania (e forse l’Italia), sta già operando in Ucraina per “disinnescare” problemi che richiedano l’uso della forza, ma allo stesso tempo mantiene rapporti più che proficui con il Regno Unito e la Svizzera, dove finora passano l’80% delle quotazioni e dei proventi delle materie prime russe. Quanto alla Germania, le parole della Merkel hanno fatto eco a quelle dell’anziano leader socialdemocratico, Helmut Schmidt, padre della “Ostpolitik”, che hanno bollato come idiozie le minacce americane e della Nato alla Russia.

Non essendo chiaro che cosa intenda fare “l’amico americano”, che ha bisogno dell’aiuto russo in tutto il Medio Oriente e in Asia Minore, il presidente Putin tiene aperto il suo pivot sull’Asia. Non solo sulla Cina. Infatti, a maggio si recherà a Pechino dove dovrebbe firmare un accordo commerciale epocale per la fornitura di energia alla Cina. Ma, in seguito alla visita di stato del Giappone alla Russia, Putin ha riattivato il programma per il sistema di pagamento elettronico indipendente analogo al giapponese Jcb. Quindi, delle sanzioni se ne infischia! Intanto, il capo della Rosneft, Sechin, è andato a far visita al presidente Singh dell’India, con una proposta in materia di più stretta cooperazione nucleare (due reattori nuovi di zecca) e altre forniture militari e civili.

Anche con la Corea del Sud la Russia non s’inquieta della necessaria quanto retorica alleanza con gli Usa, ma continua a sostenere i rapporti commerciali bilaterali. Oltre il Nord-est asiatico, la Russia sta aprendo canali di cooperazione tecnologica anche con Singapore e Taiwan (non lo scrivo io ma l’americana Carnegie Russia). Insomma, la Russia non perde tempo con le ridicole scaramucce euro-atlantiche su un Paese inesistente ma sovrano (Ucraina), e guarda al sistema di forze mondiali dove vuole essere un partner essenziale di tutti i Brics, non solo della Cina.

Quanto all’Ucraina, la lettera del presidente della Duma russa a Polonia, Romania e Ungheria, resta confermata e propone che il Paese resti formalmente unito ma sotto il coinvolgimento concordato di questi quattro paesi che ne garantiscono la sostenibilità strutturale e di sicurezza. Non è meglio questo che i 78 giorni di bombardamenti Nato in Serbia, con 2000 morti e 40000 case distrutte, e le stazioni televisive colpite con morti e feriti?



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