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DIARIO VENEZUELA/ La falsa rivoluzione di chi vuole una nuova Cuba

Pubblicazione:domenica 30 marzo 2014

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Non solo l'Ucraina. C'è anche un altro Paese che in questi momenti sta vivendo una situazione difficile ed è sull'orlo di una guerra civile. E, anche in questo caso, con un notevole peso nella vicenda delle fonti naturali e primarie di energia, leggi il petrolio. Si tratta del Venezuela, che però, per qualche motivo strano, trova nei media uno spazio molto inferiore a quello che invece racimola l'evoluzione – pur preoccupante – della prova di forza di Putin in Crimea. Forse perché "energeticamente" ed economicamente la cosa non ci riguarda da vicino, ma forse ancora di più per una presa di posizione ideologica che tende a "coprire" quello che sta succedendo in quel Paese, dove un governo di ispirazione fortemente marxista, nato con Chavez e continuato grazie a dubbie elezioni dal suo autoproclamato delfino Maduro, sta apertamente cercando di ricreare nello stato sudamericano una "nuova Cuba", sfruttandone le ricchezze petrolifere e favorendo la discordia nazionale per giustificare quella che sta diventando a tutti gli effetti una dittatura. Ma si sa, se Che Guevara è fra gli idoli dichiarati di un leader nazionale, è difficile che questo sia pubblicamente attaccato e anzi, specie nella vecchia Europa, viene spesso ideologicamente difeso.

Dunque che cosa sta avvenendo veramente in Venezuela? E' davvero una "montatura" yankee per mettere le mani sui giacimenti "proletari" di Maduro, o c'è un popolo oppresso da un governo che non ha nulla da invidiare quanto a crudeltà a quelli dei dittatori argentini o cileni che hanno segnato la storia recente del continente latinoamericano?

Par capirlo, basta scrostare la patina ideologica che si è posta si gran parte dell'informazione "ufficiale" e cercare testimonianze dirette, come quelle che si trovano sempre più spesso in rete. Una rete clandestina, ovviamente, dato che il governo venezuelano – che in perfetto stile sovietico ha da tempo il controllo totale su radio, televisione e giornali e che trasmette ormai solo a reti unificate – detiene il monopolio della comunicazione. E qui entra in campo Julia, 40 anni, in Italia da 23. Adesso è anche italiana, dopo aver sposato Paolo. Come sono italiani i suoi due figli. Ma lei è nata a Caracas e la sua numerosa famiglia è tutta ancora là. In una città dove nessuno più esce di casa, dove circolano le "ronde" di civili filo-governative, dove i ragazzi non vanno più a scuola per paura della violenza, dove scarseggiano i beni di prima necessità e dove tutti si preparano al peggio.

"La mia famiglia è in Venezuela, sta vivendo questi momenti difficili e io sento il forte bisogno di raccontare qual è la vera situazione che sta vivendo il mio Paese". Una storia, quella del Venezuela di oggi, che ricalca in maniera incredibile ciò che è successo a Cuba: la ricchezza e la prosperità di un paese che grazie alle sue prospettive attirava milioni di immigrati colombiani, boliviani, ecuadoriani, ma anche spagnoli, portoghesi ed italiani.


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