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ELEZIONI TURCHIA/ Erdogan e una vittoria che spacca in due il Paese

Erdogan (Infophoto) Erdogan (Infophoto)

L’Europa non si è mai opposta a questo cambiamento, che metteva all’angolo i militari, senza accorgersi degli effetti collaterali di questa evoluzione e di questo patto. I problemi sono venuti “al pettine” nel momento in cui si è rotto questo accordo. Le proteste di Gezi Park sono stati i segni di insofferenza di un Paese che non vuole accettare le limitazioni delle libertà personali. Nel momento in cui una parte della magistratura e della polizia (in quota a Gulen) sono andati allo scontro diretto con il premier Erdogan, la reazione di quest’ultimo è stata nervosa e ben poco democratica.

Non solo gli spostamenti obbligatori per le persone delle istituzioni in odore di tramare contro di lui, ma una reazione dura e forte contro la libertà di stampa. Il blocco di Twitter e di Youtube poco prima delle elezioni municipali rappresenta solo l’ultimo indizio, ma è anche un ulteriore passaggio dell’incapacità di Erdogan di rispondere democraticamente alle problematiche interne.

Erdogan è sulla stessa barca di Gulen, il quale sembra avere tolto il tappo alla barca che ora affonda.

Il premier fa di tutto per non affondare e anche grazie al proprio carisma riesce a ricevere un forte sostegno popolare. In questo scontro chi ci perde è la Turchia, sempre più divisa e sempre meno democratica. E le affermazioni di Erdogan che “vuole farla pagare a tutti quelli allineati con lui” non sono solo un avvertimento, ma una triste pagina della democrazia turca. 

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COMMENTI
31/03/2014 - turchia (delfini paolo)

La troika e la nato accusano Putin di essere un tiranno.....farebbero invece bene a preoccuparsi dei loro "alleati" come erdogan.