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Esteri

GUERRA IN UCRAINA/ Frattini: Europa e Nato usino la loro "arma" migliore

Samantha Power, rappresentante Usa nelle Nazioni Unite, parla durante l'ultimo Consiglio di Sicurezza (Infophoto)Samantha Power, rappresentante Usa nelle Nazioni Unite, parla durante l'ultimo Consiglio di Sicurezza (Infophoto)

Primo, una politica europea – che finora non c’è mai stata – che sia davvero unitaria sulla sicurezza energetica. Finora i paesi dell’Unione hanno negoziato sempre accordi bilaterali con la Russia. Compresa l’Italia. È tempo di avere una strategia europea e non più solo una sommatoria di strategie nazionali per l’energia. Altrimenti è chiaro che la Russia ha in mano una carta particolarmente forte.

 

Il secondo?

Il secondo punto è molto importante. Quando Europei e Americani dicono all’Ucraina: noi vogliamo che voi scegliate liberamente, ad esempio un avvicinamento all’Europa. Beh, questa dichiarazione deve’essere accompagnata da quello che finora è mancato.

 

Cioè?

Aiuti economici generosi. L’Ucraina oggi ha bisogno di miliardi di euro, non milioni. E nel momento in cui Putin riduce il prezzo del gas all’Ucraina fa a quel paese un regalo di molti miliardi di euro. Siamo noi Europei in grado di fare meglio? Perché il popolo ucraino che ha freddo durante l’inverno, alla fine guarda il prezzo del gas più che alle grandi dichiarazioni enfatiche. L’Europa, ma anche gli Stati Uniti, devono quindi affiancare alle dichiarazioni di sostegno e di amicizia al nuovo governo di Kiev, quello che ha sostituito Yanukovich, affiancare dicevo una seria politica di aiuti economici. In più…

 

In più?

Tra due mesi, a maggio, si terranno le elezioni presidenziali. Dobbiamo incoraggiare queste elezioni e fare in modo che si svolgano sotto il monitoraggio internazionale, affinché non ci siano imbrogli, ci siano candidature trasparenti e così via. Se noi faremo tutte queste cose evidentemente toglieremo alla Russia di Putin le tentazioni “annessioniste”, diciamo così. Putin ha detto che non vuole annettere la Crimea – e ha fatto bene a dirlo – però poi occorrono i fatti. Così il popolo ucraino, che sente la Russia come la madrepatria, potrà scegliere lo status di autonomia speciale, ma non la secessione: c’è una grande differenza. In tema di minoranze bisogna dire anche un’altra cosa...

 

Prego.

In Crimea non ci sono solo minoranze russe. Ci sono anche i Tatari, per esempio, che sono turchi: come ci comportiamo con loro? Quindi una cosa è uno status di autonomia speciale per la Crimea, altra cosa – inaccettabile questa – sarebbe la secessione della Crimea. Tutte queste cose messe insieme potrebbero dimostrare che la politica europea e quella euro atlantica della Nato sono entrambe a favore della stabilità. E io mi auguro che si vada proprio in questa direzione.

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COMMENTI
05/03/2014 - Bugie (Andrea Gualtiero)

Per chi ama la verità e capisce un po' di tedesco, consiglio la visione di questo documento:http://www.youtube.com/watch?v=xu7nfvRoO6E&app=desktop

 
05/03/2014 - commento (francesco taddei)

gli ambasciatori italiani ancora cercano frattini per spiegargli che sul caso battisti si è comportato da incompetente. ma visto l'impegno che ci ha messo forse è andata a finire proprio come sperava.