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UCRAINA/ L'esperto: il missile di Putin era diretto contro l'occidente

Pubblicazione:giovedì 6 marzo 2014 - Ultimo aggiornamento:giovedì 6 marzo 2014, 14.10

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I missili russi infiammano la crisi ucraina. Martedì Mosca ha testato con successo un razzo balistico intercontinentale, e la mossa è stata subito letta come un avvertimento nei confronti dell’Occidente. L’Arma Missilistica Strategica russa ha lanciato un missile RS-12M Topol da una regione vicina al Mar Caspio, colpendo con successo l’obiettivo nella steppa del Kazakistan. I funzionari della difesa russa hanno dichiarato a Fox News che il test “non era inaspettato” e che “è stato rispettato il sistema di notifica previsto dagli accordi Start”. Start è un trattato internazionale il quale prevede che la Russia informi gli Stati Uniti quando avvengono questi test. Ilsussidiario.net ha intervistato Natalino Ronzitti, professore di Diritto internazionale nell’Università Luiss di Roma.

 

Il lancio dei missili russi è un deterrente pacifico nei confronti della crisi ucraina?

Questo tipo di deterrenti non è mai a scopo pacifico. Il lancio dei missili russi fa parte della normale routine che hanno gli Stati nello sperimentare determinate armi. Dato il momento, può essere considerato però qualcosa di più di un deterrente. La Russia vuole dimostrare al mondo che se i suoi interessi sono colpiti avrà la forza per rispondere.

 

La sperimentazione russa è rispettosa dei trattati internazionali?

L’ultimo trattato concluso tra la Federazione Russa e gli Usa riguarda non solo le testate atomiche ma anche gli stessi missili. Nei confronti dell’Ucraina, la Russia sta compiendo una violazione della carta delle Nazioni Unite e degli stessi principi di Helsinki. Quando nel 1994 le armi nucleari che stazionavano in Ucraina e in Kazakistan furono trasferite nella Federazione Russa, Kiev aderì al trattato di non proliferazione nucleare come Stato non nucleare. In cambio l’Ucraina ottenne delle “garanzie di sicurezza”. In caso di aggressione nucleare gli Stati garanti devono intervenire in favore dello Stato aggredito, e ci si impegna inoltre a non usare l’arma nucleare.

 

In che senso la Russia avrebbe violato gli accordi internazionali?

Nel trattato del 1994 si afferma implicitamente che la Crimea fa parte dell’Ucraina, e ci si impegna a non violare la sovranità di Kiev. Viene espressamente preso in considerazione lo Stato dell’Ucraina qual era nel 1994, il quale comprende appunto la Crimea. Questo trattato non obbliga però Stati Uniti e Regno Unito a intervenire in favore dell’Ucraina.

 

Che cosa prevedono i trattati per quanto riguarda i missili?


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