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SVEZIA/ Ostetrica perde il lavoro perché si rifiuta di far abortire

Pubblicazione:venerdì 7 marzo 2014 - Ultimo aggiornamento:venerdì 7 marzo 2014, 11.18

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Ha perso il suo lavoro di ostetrica perché si è rifiutata di prendere parte alle pratiche abortive nell'ospedale dove lavorava. Si chiama Ellinor Grimmark e lavorava nell'ospedale di Eksjö in Svezia. Un secondo ospedale, che inizialmente aveva accettato di assumerla, ha poi cambiato idea sempre per lo stesso motiv e quindi lo stesso in tutti gli ospedali a cui si è rivolta in cerca di lavoro. Ha spiegato il suo caso, Ellinor, parlando al giornale Morning Star News: "Mi hanno detto che visto che non voglio prendere parte agli aborti, non posso lavorare come ostetrica. Nei miei colloqui di lavoro ho sempre detto che, data la mia fede cristiana, non posso prendere parte a quel tipo di interventi e la risposta è sempre stata: non ci interessa discuterne con lei". La donna adesso ha presentato un esposto all'ufficio contro la discriminazione del suo paese, sostenuta da alcuni avvocati pro life del gruppo per i diritti umani Provita. La donna, parlando del suo caso, ha detto ancora che aveva sempre pensato al lavoro di ostetrica come un lavoro che aiuta a mettere al mondo i bambini, anche se consapevole che la situazione in Svezia a proposito dell'aborto le avrebbe creato problemi. Sapevo che avrei avuto dei problemi, ha detto ancora, ma ho sempre sperato venisse rispettata la mia libertà di coscienza. Quello che mi è sempre stato detto, ha spiegato, è: una persona con le sue opinioni non può lavorare nella nostra clinica. La Svezia, dicono gli avvocati della donna, non ha una legislazione approfondita sulla libertà di coscienza per motivi religiosi, ma la Svezia aderisce comunque alla risoluzione europea numero 1763 che protegge la libertà di coscienza di chi lavora in strutture sanitarie. In Svezia il caso ha aperto un forte dibattito, specie tra chi teme che garantire alla donna questi diritti possa portare a una violazione del diritto di abortire.



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