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RETROSCENA/ Foa: Ucraina, una finta rivoluzione messa in scena dalla Cia

Pubblicazione:sabato 8 marzo 2014

Disordini a Kiev (Infophoto) Disordini a Kiev (Infophoto)

No, in quanto i mezzi utilizzati sono completamente diversi. La guerra fredda è stata combattuta con i metodi classici dell’epoca, mentre in questo caso non c’è uno scontro tra due blocchi com’erano Usa e Urss. Oggi abbiamo a che fare con rivolte geograficamente circoscritte, come in Georgia, Kirghizistan, Ucraina, Egitto, Tunisia, Libia e Siria. Le tecniche sono evolute e la portata dello scontro è limitata a questi scenari in cui non si usa tanto il terrorismo classico come forma di pressione sociale, sia con gli omicidi mirati sia con le bombe nelle piazze, come è avvenuto nell’Italia degli anni 70, bensì usando quasi sempre gruppuscoli locali o facendo venire mercenari e guerriglieri dall’estero.

 

I media giocano un ruolo di sponda in queste operazioni?

Le confesso che sono abbastanza scandalizzato dal ruolo giocato dai media in Ucraina. La telefonata tra il ministro estone e Catherine Ashton, secondo i criteri giornalistici, avrebbe dovuto ottenere una grande rilevanza da parte dell’informazione. Invece è passata praticamente sottotraccia, e questo è un fatto che non fa onore ai giornalisti ma che non è sorprendente. Quando sui media si descrive un conflitto distinguendo nettamente tra il bene e il male, si crea un frame psicologico che rinforza tutte le notizie che vanno nella stessa direzione e si tende a scartare tutte quelle che al contrario la contraddicono. In questo caso l’audio della telefonata non è stato pubblicato dalla maggior parte dei quotidiani online, non è stato commentato dai portavoce e d’altra parte poiché contraddiceva troppo alla narrazione proposta nelle ultime settimane neanche la stampa ha citato la notizia.

 

(Pietro Vernizzi)

 

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