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DIARIO VENEZUELA/ Morales (vescovo): c'è un progetto violento per separare Chiesa e popolo

Pubblicazione:domenica 9 marzo 2014

Hugo Chavez Hugo Chavez

Ci sono gli studenti che per primi hanno dato vita alle proteste, persone e gruppi della società civile e i partiti dell’opposizione. In uno degli stati del nord del Paese, al confine con la Colombia, è praticamente in atto un’insurrezione.

 

Cosa ha innescato la rivolta?

 Parecchia gente sta prendendo coscienza del fatto che problemi come quelli della sicurezza piuttosto che quelli alimentari o sanitari si sono aggravati proprio a causa dell’imposizione del progetto comunista. Per questo non basta che liberino i prigionieri politici, che per carità è una cosa giusta; in gioco c’è qualcosa di molto più profondo. Liberano i prigionieri ma il problema rimane. Non è quella la soluzione. È successa la stessa cosa che si è verificata alla morte del re Salomone... 

 

Si riferisce al personaggio biblico?

 Proprio lui. Il successore di Salomone era Roboamo. La gente si presentò da lui per chiedere che fosse più soave del suo predecessore. Ma egli invece di accogliere quelle richieste, decise di essere ancora più violento. Allora quella gente se ne andò e formò il popolo di Israele. È quello che sta accadendo da noi nel nord del paese con la guardia nazionale che reprime nel sangue le manifestazioni degli studenti. Quello che è in atto in Venezuela non è un problema di democrazia debole o imperfetta. Si tratta di un progetto ben preciso che punta al controllo di tutti gli aspetti della vita di una nazione: le comunicazioni sociali, la proprietà, l’educazione. Proprio qui è evidente che si sta portando avanti un progetto di ideologizzazione in senso marxista. Un esempio? Stanno eliminando il programma di educazione religiosa dalle scuole.

 

Che contributo può dare la Chiesa? Anche il Santo Padre ha espresso forte preoccupazione.

 L’azione della Chiesa è molto limitata. Mi spiego. Una cosa che ha fatto questo regime è stata squalificare gli uomini della Chiesa. Cominciando dal cardinal Castillo Lara, che è morto qualche anno fa dopo essere stato governatore del Vaticano. La stessa cosa l’hanno fatta con quello attuale e con tutti i vescovi. Adesso la cosa va avanti in tono minore perché vogliono evitare che la Chiesa abbia la forza di unire le persone. Per questo motivo la Conferenza episcopale si trova in difficoltà in questo momento. Il governo non vuole che la Chiesa si rivolga al popolo e convochi i diversi settori sociali. Vuol essere il governo a svolgere questa funzione. Non ammette che ci siano alternative al suo potere. Le posso anche fare un altro esempio...

 

Prego.


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