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DIARIO VENEZUELA/ Morales (vescovo): c'è un progetto violento per separare Chiesa e popolo

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Hugo Chavez  Hugo Chavez

Abbiamo l’Assemblea nazionale, ma solo in teoria. Infatti l’Assemblea ha affidato al presidente della Repubblica tutti i poteri per legiferare. Se chiudessero anche materialmente le porte dell’Assemblea nazionale nessuno se ne accorgerebbe, visto che praticamente già non esiste. Non solo il potere legislativo, al presidente risponde anche il tribunale supremo di giustizia, la corte. In Venezuela non c’è più divisione dei poteri, tutto è concentrato nelle mani del presidente.

 

Mi stava dicendo che i margini che la Chiesa ha di incidere sulla situazione sono ridottissimi. Cosa resta da fare in un contesto del genere?

 Siamo disposti a fare sacrifici, d’altronde non è la prima volta che la Chiesa si trova in una situazione simile e non sarà nemmeno l’ultima. Sappiamo di dover andare sulla strada dell’evangelizzazione invocando la riconciliazione e la pace. E dicendo chiaramente che quel progetto continua la sua marcia. Come fa la Conferenza episcopale, che ricorda sempre che nel 2007 si è votato un referendum che chiedeva di approvare l’introduzione del sistema socialista, ma la popolazione ha votato no. Di fatto quel sistema è stato applicato al di fuori della Costituzione. Di recente la Conferenza episcopale ha ribadito molto chiaramente quello che aveva detto in occasione di quel referendum e cioè che quel progetto è moralmente inaccettabile. Ma intanto quel progetto continua la sua marcia. Sappiamo anche un’altra cosa.

 

Che cosa?

Hanno futuro la libertà, la giustizia, la solidarietà, la fraternità. Non hanno futuro l’oppressione e i regimi dittatoriali. Che Dio ci assista.



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