BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

EPIDEMIA EBOLA/ 118 le vittime in Africa. Allarme rosso negli aeroporti europei

Guinea e Liberia zone rosse dell'epidemia di ebola: il bilancio delle vittime è salito a 118. L'Organizzazione mondiale della Sanità ha lanciato l'allarme per gli areoporti europei

Il virus dell'Ebola Il virus dell'Ebola

L’Ebola è un virus appartenente alla famiglia dei Filoviridae che causa una febbre emorragica altamente letale per l’essere umano. Il primo caso risale al 1976, quando il ceppo fu scoperto nella Repubblica Democratica del Congo. Ancora non sono state trovate cure o vaccini efficaci contro questo virus potenzialmente mortale; i sintomi che si possono riscontrare sono il vomito, la diarrea, senso di malessere generale e può, in molti casi, provocare anche emorragie interne ed esterne. Il tasso di mortalità è estremamente alto, variabile dal 50 al 89% secondo il ceppo virale, e un trattamento tramite vaccino non è tuttora disponibile. La causa della morte è solitamente dovuta a shock ipovolemico o sindrome da disfunzione d’organo multipla. Il periodo di incubazione va dai 2 ai 20 giorni nello stesso periodo può sopraggiungere anche una morte fulminante La capacità di trasmissione del virus è rapidissima e avviene attraverso i fluidi corporei.

È salito a 118 il bilancio dei morti per l’epidemia di Ebola che sta colpendo, in particolar modo, la Guinea e la Liberia (con focolai attivi anche in Sierra Leone e Senegal) Il ceppo, individuato nei due Paesi africani, è più pericoloso rispetto al passato. È l’Organizzazione mondiale della Sanità a lanciare l’allarme, parlando di letalità per nove casi su dieci per un’epidemia che con tutta probabilità si trascinerà per i prossimi tre-quattro mesi. Non esiste una cura: l’isolamento e l’attesa di una (auto) guarigione sono le uniche possibilità. Queste le parole di Keiji Fukuda, vice direttore generale dell’Oms: “L’attuale esplosione di focolai in Guinea e Liberia è tra le più difficili mai affrontate e potrebbe proseguire ancora per 3-4 mesi. La stessa Oms, in collaborazione con le organizzazioni sanitarie (i Medici senza frontiere su tutte) si sono messe in moto per raggiungere la zona colpita al fine di costruire campi e ospedali di isolamento per i malati. Al fine di evitare il contagio in nel Vecchio continente, sono state attivate le procedure di codice rosso negli aeroporti di Parigi, Bruxelles, Madrid, Francoforte e Lisbona, principali scali dei voli provenienti dall’Africa. Alcune compagnie, infatti, aeree chiedono un certificato sanitario redatto da un medico del posto prima di consentire ai passeggeri africani di salire a bordo di qualsiasi velivolo in partenza per l’Europa.

© Riproduzione Riservata.