BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ATTENTATO ATENE/ Synghellakis: disoccupati e 200 euro al mese, gli "assist" ai terroristi

Una bomba molto potente è esplosa davanti alla sede della Banca Nazionale di Atene e agli uffici della Troika. Il commento del giornalista greco TEODORO SYNGHELLAKIS

Infophoto Infophoto

Un carico di esplosivo di almeno 70 chilogrammi, piazzato in una vettura nei pressi di uno snodo istituzionale dall'importanza decisiva: la sede della Banca di Grecia e gli uffici della "famigerata" Troika, che di fatto governa il paese ellenico da quando è precipitato nella disastrosa crisi economica. I nemici del popolo, insomma. La bomba per fortuna è esplosa all'alba quando nella zona non c'era praticamente nessuno e così non ha fatto vittime e neppure feriti, ma certo è il segnale allarmante di una tensione sociale che potrebbe sfociare in una escalation di sangue proprio in vista delle ormai prossime elezioni europee. Ilsussidiario.net ha chiesto al giornalista Teodoro Andreadis Synghellakis di approfondire quanto è successo.

Che idea si è fatto di questo attentato?

E' sicuramente collegato alla tensione sociale e purtroppo al riaffacciarsi di una violenza che in qualche modo è collegata alla crisi economica. La tempestività di quanto accaduto non è causale, con il ritorno della Grecia sui mercati internazionali proprio in questi giorni dopo anni di assenza, l'avvicinarsi delle elezioni europee e la visita di Angela Merkel che comincia oggi.

Una sorta di avvertimento alla Merkel e a chi condiziona ormai da tempo la vita economica del paese?

Come sempre un attentato terroristico viene pensato e messo in atto per spostare l'attenzione dal dibattito politico (così importante in Grecia) alla minaccia terroristica. La Grecia ha infatti davanti a sé scadenze importanti. C'è in corso e ci sarà ancora di più un dibattito politico molto forte e un attentato mira soltanto a mettere in ombra questo dibattito. 

L'attentato non è stato rivendicato, i primi sospetti sembrano indicare però una figura nota del terrorismo estremista di sinistra greco, quel Christodoulos Xiros che dalla metà degli anni settanta al 2000 ha commesso oltre venti omicidi. E' evaso lo scorso gennaio: potrebbe esserci lui dietro alla bomba di ieri?

Potrebbe esserci lui, certo, anche se quando si parla di una persona non fermata dalla giustizia tutto è possibile. Come è possibile che ci siano dietro lui frange anarcoinsurrezionaliste che in Grecia sono molto presenti ma che non penso potrebbero mettere a segno un colpo come questo proprio davanti alla Banca di Grecia. Si dovrà vedere, anche se sarà difficile che ci siano degli arresti nelle prossime ore. Il problema è evitare una escalation di violenza prima delle elezioni europee, perché questo sarebbe infiammare una situazione sociale già di per sé intricata.

La Grecia è attraversata da opposti estremismi, quello di sinistra e quello di destra. Potrebbero convergere per rendere ingestibile la situazione nazionale?

Gli opposti fronti che ci sono in Grecia sono questi gruppi che organizzano appunto attentati di matrice terroristica. Alba Dorata al momento è zoppicante e molto meno forte per una serie di arresti, anche se ha comunque delle percentuali alte: si pensa possa arrivare al 10%, ma non però il 17% di cui si faceva riferimento fino a ottobre.

Cosa rappresenta oggi Alba Dorata?