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ELEZIONI INDIA/ Il candidato socialista: impiccagione per le donne adultere, perdono per gli stupratori

Ondata di proteste dopo le parole del candidato socialista a primo ministro in India che ha detto in un comizio che le donne adultere vanno impiccate e gli stupratori perdonati

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Parole inquietanti quelle pronunciate da Mulayam Singh Yadav, un leader del Partito socialista indiano, candidato nello stato dell'Uttar Pradesh nelle elezioni indiane che si tengono in questi giorni. Parlando durante un comizio, Yadav ha detto esplicitamente che se dovesse essere letto primo ministro cancellerà la legge appena approvata che prevede la pena di morte per gli autori di stupri, cosa che in India sono all'ordine del giorno anche nei confronti di bambine minorenni. Il candidato ha fatto riferimento alla condanna a morte di due stupratori appartenenti a una gang giovanile, dicendo che non è inusuale per dei ragazzi commettere "errori": "I ragazzi sono ragazzi, dopo una lite tra un ragazzo e una ragazza, quest'ultima si lamenterà sempre di essere stata stuprata" ha detto. Non solo: ha anche detto che le donne che hanno rapporti sessuali fuori del matrimonio devono essere impiccate. Molte le polemiche dopo le sue parole da parte delle associazioni per i diritti delle donne e una denuncia seppur non ufficiale, è venuta anche dal partito del Congresso che attualmente è alleato con i socialisti al governo. Il giorno dopo Yadav ha fatto prontamente marcia indietro, dicendo di essere contro allo stupro, e che gli stupratori meritano la pena più severa possibile, così come nessuna persona innocente merita di essere impiccata. Ha comunque detto che in caso di un processo per stupro, solo gli uomini vengono condannati, mentre anche le donne hanno le loro colpe. Contro le parole del candidato socialista, anche il figlio Farhan Azmi, pure lui candidato in queste elezioni.

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