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SIRIA/ Micalessin: l'uso di armi chimiche porta la firma di al Qaeda

Profughi siriani (Infophoto) Profughi siriani (Infophoto)

E' ovvio, per smuovere l'opinione pubblica occidentale e far intervenire le superpotenze a fianco dei ribelli e contro Assad, come peraltro stava per accadere.

 

Lei ha sempre sostenuto che il rischio peggiore in Siria fosse l'infiltrazione di Al Qaeda, è così?

Sì, e questo è quello che è successo. Al Qaeda ormai è egemone sul territorio, si tratta di gruppi operativi che si contrappongo al regime. I gruppi moderati o sono stati completamente debellati da Assad o non hanno armi e munizioni, che invece arrivano dal Qatar e dall'Arabia Saudita e privilegiano i gruppi qaedisti. Oppure sono stati debellati dagli stessi gruppi fondamentalisti con una durissima offensiva in cui sono stati massacrati non solo i cristiani, ma gli stessi comandi delle fazioni moderate che l'occidente avrebbe voluto appoggiare.

 

Un quadro devastante.

Questi gruppi non sono in Siria per portare la democrazia ma la versione più fanatica dell'islam, quella che uccide in nome di Dio e in nome della quale vengono uccise centinaia di persone innocenti.

 

Ultimamente si è assistito all'intervento di gruppi islamici fondamentalisti provenienti dalla Turchia e appoggiati dall'esercito turco.

Il coinvolgimento turco è aperto e palese sin dall'inizio del conflitto. I turchi hanno aperto i propri confini e permesso il passaggio delle formazioni più estremiste e fondamentaliste. Erdogan ha addirittura taciuto che sia stato aperto il fuoco contro i propri soldati, il collegamento tra Erdogan e i qaedisti è comprovato da tempo ed è uno degli elementi più inquietanti della sua politica in medio oriente.

 

L'America, messa da parte l'idea di attaccare Assad, sembra scomparsa dal quadro siriano, le risulta?

La politica di Obama è stata una progressione di errori che si sono accumulati generando una valanga. Si è partiti dall'idea errata di alcuni esperti democratici di poter appoggiare i Fratelli musulmani affidando la missione al Qatar che invece appoggiava non certo i moderati ma i più estremisti e i più radicali. In questo crescendo di errori si è arrivati alla follia di fornire armi senza rendersi conto che finivano in mano ai qaedisti. Ora Obama si è reso conto di cosa succede davvero in Siria, ma è troppo tardi perché i morti hanno superato i centomila e questa è una delle responsabilità più gravi dell'occidente. 

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