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DIARIO USA/ Tassare i ricchi o le scuole, il dilemma di Di Blasio "divide" New York

Pubblicazione:lunedì 14 aprile 2014

New York (infophoto) New York (infophoto)

Un americano su 38 vive a New York. Abbiamo più gente qui che in 39 dei 50 Stati della Federazione. A New York ogni 4 minuti nasce qualcuno, ogni 9 qualcuno muore. Siamo affollati, siamo incasinati, qua succede sempre di tutto e di più. Non è il Corriere della Sera che tira fuori la questione che forse è giunta l'ora di andarsene da questo posto: è chi ci vive che se lo chiede. 

Vivere a New York è sempre stato impegnativo. "Se ce la fai lì, ce la puoi fare ovunque", recita la celeberrima New York, New York – sottintendendo in maniera tutt'altro che velata che uno può anche non farcela. E se non ce la fai, ti puoi far male. La mia esperienza dice che se sopravvivi al primo impatto (quello della vita vera, una volta che "l'effetto turista" evapora) poi New York comincia a crescerti addosso, ti entra dentro finché non ti ritrovi ad essere New York-dipendente. Ma vi assicuro che ne ho visti tanti arrendersi. Certi sono ancora lì a raccogliere i cocci e leccarsi le ferite.

In questi anni New York è diventata quasi tutta bella da vedersi e da viverci, sempre più ricca di eventi e certamente uno dei posti più sicuri del mondo, con la criminalità in piena ritirata. Ma è sempre più affollata, incasinata, e costosa, tanto costosa. Chi vuol fare il sindaco di un posto così? Un uomo di ferro come Rudy Giuliani, un Napoleone come Michael Bloomberg, un (ex?) rivoluzionario come Di Blasio, che vuole rendere questa città più abbordabile, praticabile anche a chi non è milionario. 

Il sogno di Di Blasio è che questa affascinante città non sia solo per i ricchi ma per tutti coloro che la amano e vogliono viverci. È probabilmente vero che c'è un 2% di newyorkesi che fruisce dell'80% delle "cose belle" che NY offre tra concerti, spettacoli, eventi sportivi, etc. È certamente vero che il costo della vita – affitti su tutto – sta arrivando a livelli insostenibili. 

Come si fa? Da dove si comincia? La linea guida d'azione, la strada da percorrere sembra essere una sola: più "pubblico", meno "privato". Per far ciò il Comune di New York deve trovare risorse finanziare per poter offrire (semplifico, ma la sostanza è questa) quel che riterrà vitale ad un prezzo che non sia quello determinato dal libero mercato, bensì un prezzo social-politico. Le risorse finanziarie si ricavano in due modi: aumentando le tasse e tagliando su servizi ritenuti non vitali. 


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COMMENTI
15/04/2014 - modello americano (antonio petrina)

Caro Riro il modello del risparmio senza deficit sembra farsi breccia nella terra del guru della finanza mondiale buffett e del- l'american dream di vivere cioè come uomini che LI LU abbracciò.