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DIARIO SUD SUDAN/ La cooperante: che ne sarà di Matthew, rinchiuso in una prigione di Juba?

Pubblicazione:martedì 15 aprile 2014

Una foto da Juba Una foto da Juba

Gli ho chiesto se aveva il telefono. Mi ha mostrato le mani e mi ha detto che il telefono era li, “dentro” alle sue mani, alimentato dal sangue delle sue vene. I poliziotti che erano li mi hanno detto “vedi che vaneggia…” e io ho detto “ma no, sta scherzando”, perché sembrava così tranquillo e Matthew mi ha detto che non stava scherzando, che era vero. Il suo telefono era li. “Matthew, queste sono le tue mani…”, dico io. Sembrava perso, sembrava ubriaco senza aver bevuto, sembrava un bambino. Gli ho dato dell’acqua, del succo di frutta e dei dolcetti. Poi volevo stare lì ancora con lui, ma è arrivato un poliziotto che ha detto qualcosa nella loro lingua. Sembrava infastidito e Matthew mi ha detto “puoi andare via”. Ho provato a dire al fratello di prendersi cura di lui. Non so cosa faranno. Vale la pena guardarci ancora.



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