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SCENARI/ Le otto mosse per salvare l'Europa dalle lobbies

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José Manuel Durão Barroso (Infophoto)  José Manuel Durão Barroso (Infophoto)

8. Bloccare qualsiasi processo di allargamento dell’Eurozona, fino al raggiungimento della sua unità politica

E dobbiamo muoverci in fretta, perché non siamo gli unici ad aver identificato nell’Eurozona la base fondamentale per un’unione politica. Gli strateghi di Washington hanno compreso il potenziale costituito dall’Eurozona, per la transizione verso quell’unione politica che essi stessi, loro malgrado, hanno contribuito a rafforzare (attraverso gli attacchi contro l’Euro, come abbiamo già detto).

Attraverso un “colpo di stato” è stato posto sia Renzi a capo dell’Italia (Paese che costituisce una grande parte dell’Eurozona), che il Commissario Estone Siim Kallas a capo di un Governo non democratico e filo-americano (un amico dell’altrettanto filo-americano Barroso a cui, contrariamente a tutti i precedenti, è stato permesso di far campagna elettorale in suo favore). Egli sarà un leader servile alla causa di Washington, nutrito dal biberon di quest’Unione europea di cui ormai quasi più niente resta di europeo [palese il riferimento all’eterodirezione statunitense, ndr]. Anche la Francia, recentemente, sembra sia stata oggetto di enormi pressioni da parte di Washington, che stanno già dando i primi frutti. In breve, l’Eurozona sta cominciando a perdere qualsiasi capacità di poter costruire qualcosa.

È necessaria, a questo punto, una raccomandazione finale: bisogna bloccare qualsiasi allargamento dell’Eurozona fino a quando non ci sarà stata l’unione politica. L’allargamento dell’Ue ha servito la causa della de-politicizzazione del progetto europeo: cerchiamo di non ripetere consapevolmente gli stessi errori!

Una nuova boa per gli Stati Uniti, o un continente indipendente? Il futuro dell’Europa si giocherà nelle prossime settimane. Un mondo bipolare - il Nord contro il resto del mondo, bloccato dietro a una “cortina di ferro” - oppure un mondo multipolare in cui sia un’Europa indipendente che dei rigenerati Stati Uniti andranno a occupare i loro legittimi posti accanto a cinesi, brasiliani, africani, indiani e russi? È oggi che dobbiamo lottare per il migliore di questi due futuri. 

Tutte le opzioni sono ancora sul tavolo, all’occorrenza anche quella europea, ma fra pochi mesi l’uno o l’altro di questi due scenari avrà ottenuto un punto d’appoggio. Il 2020 è qui, adesso, in Europa!



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