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UCRAINA / Il nuovo piano di Putin per prendersi il paese

Pubblicazione:giovedì 17 aprile 2014

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Siamo ai primi scontri armati fra le truppe inviate da Kiev e i separatisti delle regioni orientali dell'Ucraina. Milizie popolari dentro le quali si celano anche uomini inviati dal Cremlino hanno occupato il municipio di Donetsk, capoluogo della regione che più spinge verso il separatismo, ma anche in altri centri si registrano occupazioni, ad esempio Kramatorsk, dove oggi sono arrivati carri armati del governo centrale. Ma si assiste anche a casi di diserzione, con blindati che alzano la bandiera russa. "Siamo davanti alla terza fase della crisi ucraina" ha detto a ilsussidiario.net Marco Di Liddoo, analista del Centro studi internazionale, "dopo la rivolta del Majdan e gli avvenimenti di Crimea". Secondo Di Liddo la situazione al momento è del tutto imponderabile: una guerra civile può scoppiare in qualsiasi momento se i toni dello scontro attuale dovessero subire una escalation, come gli avvenimenti delle ultime ore sembrano dimostrare. A quel punto, il modo con cui la Russia potrebbe intervenire è molteplice. Vediamo cosa significa. 

 

Davanti agli sviluppi preoccupanti delle ultime ore, quali sono le forze in campo?

Vale prima la pena ripercorrere come si è arrivati a questo punto. Ciò che sta accadendo in Ucraina orientale in queste ore è il terzo atto di una crisi che è iniziata lo scorso novembre con le rivolte del Majdan. Nella seconda fase abbiamo assistito agli avvenimenti di Crimea e ciò che sta accadendo adesso è direttamente legato agli eventi di Crimea e a questo sentimento di appartenenza identitaria di una parte della popolazione, che però non è alimentata solo da un fattore linguistico ma anche culturale, economico e politico.

 

Ci spieghi meglio il senso di questa appartenenza.

In pratica, tutti coloro che si riconoscono nel sistema di valori e nella realtà statale russa hanno un approccio critico verso il Majdan e la destituzione di Yanukovich.

 

Cosa ha radicalizzato questa appartenenza fino al separatismo?

Questo sentimento separatista è coevo a queste regioni ed era rimasto latente fino a quando dopo il Majdan i fautori di uno scontro fra i sostenitori di un avvicinamento all'Europa e quelli di un avvicinamento a Mosca lo hanno accresciuto e radicalizzato. C'è da dire che ad aiutare questo sentimento c'è anche l'incapacità politica di Kiev di rapportarsi con questo fenomeno. Nessun politico in carica si è recato a Donetsk o nelle altre città e questo è un dato significativo. Va detto poi che il sistema di sicurezza ucraino in quelle regioni sta vacillando. C'è un grosso punto interrogativo sulla tenuta stessa delle istituzioni statali di Kiev.

 

Possiamo aspettarci quanto successo in Crimea? E' realistico pensare a una invasione russa nelle regioni orientali dell'Ucraina, come denuncia Kiev? 


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