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Esteri

GEO-FINANZA/ Il futuro dell'Ue tra toro, panda e orso

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A oggi è certo che non ci sarà un’espansione della Nato a Est (parole di Obama), mentre continuerà la strategia di cooperazione con la Russia sulle questioni mondiali e sarà accompagnata da mezze decisioni e la tendenza a posporre in merito a situazioni spinose come l’Ucraina, la Georgia e la Moldova. Invece, è già adesso chiaro che i costi diretti di mantenere una forma di stabilità in quelle regioni dovranno essere sostenuti in larga parte dall’Ue, che dovrà evitare di irritare la sensibilità russa.

In sintesi, il dossier diplomatico del toro si può riassumere così: a) più “crescita vigorosa” per tutti solo con la rapida fusione dei mercati Ue-Usa, cioè liberalizzazione degli scambi e degli investimenti, e nuova politica energetica; b) l’Europa è “un’astrazione” in materia di politica di potenza, quindi gli Usa assumono il comando strategico.

La diplomazia del panda è stata rappresentata durante la visita di 11 giorni del presidente cinese in Europa. Meno roboante dell’omologo rappresentante del toro, il panda ha ribadito la sua natura pacifica ma resiliente, rimarcando il suo approccio diverso alla modernità. Tutti i discorsi del presidente Xi hanno ripetuto che la Cina punta allo “sviluppo armonioso” della sua società e del resto del mondo. I motivi strettamente economici della visita sono emersi negli incontri bilaterali in Francia e in Germania, dove fondamentalmente si è parlato solo di business bilaterale e di investimenti.

Invece, nella visita, per la prima volta, alle istituzioni europee, è stato significativo che la Cina abbia iniziato i colloqui con un primo incontro con il presidente del Parlamento europeo che poi è stato seguito da quelli con i rappresentanti dell’Ue - Van Rompuy e Ashton - e della Commissione europea, Barroso. Nel Paese del panda il format degli incontri ha sempre un significato preciso. Se dal punto di vista della comunicazione la visita cinese non ha brillato - quasi sempre gli incontri sono stati “segreti” -, dal punto di vista sostanziale la strategia diplomatica cinese è stata di evitare ogni riferimento esplicito a temi divisivi, come ad esempio la tutela della minoranze e dei diritti umani, la protezione dell’ambiente, il Tibet o l’Ucraina, ma di concentrarsi sul reciproco interesse economico e finanziario. Non a caso, il comunicato finale ribadisce il “ruolo centrale delle Nazioni Unite negli affari internazionali” e “l’importanza di risolvere dispute internazionali e regionali attraverso soluzioni pacifiche”.

Senza mai fare riferimento alla simultanea visita del toro, il presidente cinese ha offerto all’Ue la prospettiva di liberalizzare il mercato commerciale e degli investimenti Ue-Cina per creare il più grande spazio economico mondiale, con oltre due miliardi di persone e una Cina in forte crescita (oltre il 7,5%) che farebbe da traino. Si legge nel comunicato finale che Ue e Cina puntano “a una rapida conclusione di un accordo ambizioso” che comprenda le regole per la protezione degli investimenti e l’accesso ai rispettivi mercati.

La proposta strategica del panda, spiegano fonti Ue, è stata determinata nel voler aprire un accordo di libero scambio. Tuttavia, nonostante l’Ue abbia ricevuto con favore questa proposta di un’intesa multimiliardaria, che creerebbe indubbi vantaggi anche per l’Europa, secondo Bruxelles si tratta di un risultato non raggiungibile “nell’immediato futuro”, ma che si potrebbe considerare realistico “nel medio termine”. “Concludere un accordo comprensivo di investimento Ue-Cina - recita il comunicato finale - unirà le due parti nell’impegno comune a una cooperazione più forte e nella disponibilità a prevedere relazioni più ampie, tra cui, una volta che le condizioni siano stabilite, un accordo di libero scambio globale e approfondito, come prospettiva di lungo termine”. Un impegno, quello che il presidente cinese Xi Jinping è riuscito a strappare, che sembrava impensabile solo fino a poco tempo fa, quando Bruxelles e Pechino si facevano la guerra a suon di dazi sulle importazioni dei pannelli solari.