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Esteri

GEO-FINANZA/ Il futuro dell'Ue tra toro, panda e orso

L’Unione europea ha sul tavolo tre grossi e importanti dossier diplomatici, che riguardano i rapporti con gli Stati Uniti, la Cina e la Russia. L’analisi di PAOLO RAFFONE

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Mentre una salutare pausa di riflessione sul pasticcio ucraino sembra materializzarsi dopo la telefonata tra Putin e Obama che ha portato al rilancio delle discussioni diplomatiche, l’Unione europea ha sul tavolo tre grossi dossier diplomatici. Nello spazio di poco più di un mese, gli alti dirigenti dell’Ue - il trio Van Rompuy, Barroso, Ashton - hanno ricevuto tre approcci diplomatici all’apparenza convergenti ma in realtà diversi: il toro, il panda e l’orso. Dalla risposta che l’Ue darà a ciascuno, e a tutti, dipenderà molto del futuro dell’Unione e delle scelte strategiche mondiali.

Al di là delle ovvie e importanti valutazioni quantitative sui tre dossier, che farebbero vedere una convergenza di intenti, è importante considerarne gli aspetti qualitativi che rimandano a diverse visioni della modernità. La diplomazia del toro simbolicamente si riferisce agli Stati Uniti d’America, che con l’Unione europea hanno già una consolidata rete di relazioni. Come abbiamo avuto modo di scrivere su queste pagine, la recente visita di Obama in Europa ha riaffermato i propositi già espressi nel 2013 per il consolidamento commerciale e finanziario dello spazio transatlantico - abbiamo argomentato che sia un’opa americana sull’Ue –- mentre sul piano strategico ha lanciato chiari segnali che la Nato resta saldamente uno strumento americano in Europa - la recente nomina di un segretario generale norvegese conferma la marginalizzazione dell’Ue - e che gli Usa potrebbero presto stabilire rapporti strategici diretti bilaterali con taluni paesi europei.

La visita in Italia ha marcato proprio questo punto della strategia del toro - l’Italia è e resta innanzitutto un alleato americano - che sarà replicata, a tempo debito, anche nei paesi dell’Est europeo. Chiaramente, una tale prospettiva deve tener conto delle sensibilità tedesche e russe che, combinate, avrebbero i mezzi di opporsi.

Un banco di prova saranno le nomine dei nuovi vertici istituzionali dell’Ue, dopo le elezioni europee e prima della fine dell’anno corrente. La crisi ucraina ha aggravato le già difficili relazioni tra la Germania e gli Usa - dapprima le critiche esplicite alle politiche di rigore e austerità imposte dalla Germania all’Ue sono state esacerbate anche dallo spionaggio della Nsa, ma da ultimo i drammatici errori tedeschi nella gestione della crisi ucraina emersi nella famosa conversazione del numero due della diplomazia americana, Victoria Nuland - che rischiano di trasformarsi in una “guerra” economico-finanziaria a bassa intensità tra i due paesi. Il comportamento della Germania e dei paesi europei nella sua sfera di influenza - principalmente della Polonia e dei paesi baltici - sarà determinante per le scelte americane.