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Esteri

DIARIO BURUNDI/ Nel dolore della piccola Christine, il senso della Pasqua

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Mi era chiaro che "senza di Lui che senso ha svegliarsi?  Lui che come Vir Pugnator, ha stabilito una lotta per l'invasione della mia esistenza". Quella mattina mi domandavo come Lui avrebbe fatto ad invadere la mia esistenza, come si sarebbe fatto vedere. Mentre stiamo andando a Messa con Benedetta e attraversiamo l'ospedale, non c'era nessuno, ad un certo punto vediamo un travailleur correre dal laboratorio verso la maternità con una sacca di sangue sotto il braccio (un modo per riscaldare il sangue che viene dal frigorifero). Qui non corre mai nessuno, non c'è il senso dell'urgenza, in quei giorni erano morte un sacco di mamme dei nostri neonati, due erano arrivate già morte in ospedale. Con Benedetta ci siamo guardate, sarà per una nostra mamma! Improvvisamente mi sono venute le lacrime agli occhi, ed ancora oggi a ripensarci, e mi sono detta: sei tu Gesù che vieni in soccorso di questa mamma, per farmi vedere che anche qui un travailleur al mattino presto può correre. Non è tutto uguale. Questa mattina Tu ti sei fatto vedere in quell'uomo che correva con quella sacca di sangue. Senza di Te che senso ha svegliarsi. Ho pregato: fatti vedere ogni giorno, al mattino, ma anche durante la giornata.

Ieri dopo la liturgia della Croce sono andata in terapia intensiva a trovare la piccola Christine, che è vicina, senza saperlo, a Gesù in Croce. Christine ha tre anni, con un brutto sarcoma che non sono riusciti a toglierle, non c'era nulla da fare. E' ricoverata da più di un mese e da quando Vanya, la nostra anestesista è in Italia, va Benedetta a trovarla, io qualche volta. La sua presenza ha interrogato molto noi e anche alcune studenti infermiere su cosa volesse dire la sofferenza. Si pensa sempre che il nostro compito siano le medicine, magari l'alimentazione, ma cosa significa stare di fronte alla nostra impotenza, al mistero della Sua presenza anche nell'accompagnare alla morte, è un grande mistero anche per noi. Ne abbiamo parlato tra di noi. Mi sono venute alla mente tutte le cose che il don Giuss ci ha insegnato, le lettere sul dolore di Mounier, gli orfanelli di don Gnocchi; e leggere oggi delle 19 ore del piccolo Giacomo, al Sant'Orsola di Bologna… una presenza che stravolge i tuoi piani e può cambiare un reparto, Lui viene prima se lasci che sia Lui a determinare tutto. Non so se è questo il capovolgimento di metodo, ma Lui sorprende sempre. Quando esci dal reparto lasci la mamma nel letto con la piccola Christine, che a tre anni succhia al seno, la sua compagnia. Come diceva santa Teresina del Bambino Gesù, il cuore di mamma fa quello che tutti i medici non sanno fare. 

Colgo l'occasione anche per ringraziare gli amici pediatri che hanno utilizzato un loro convegno per raccogliere fondi per i nostri bisogni estemporanei. Auguro a tutti una Buona Pasqua. Non dimenticatevi del Burundi. Io vi penso, anche se ho scritto poco. Grazie,

Chiara Mezzalira

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