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Esteri

SIRIA/ Micalessin: un nuovo patto tra Assad e i cristiani

Bashar al-Assad (Infophoto)Bashar al-Assad (Infophoto)

Nel 2011 molti cristiani si erano illusi che potesse esistere un’alternativa non violenta e che si potesse arrivare a un cambio di regime o a delle riforme all’interno del regime. Anche se ciò che voleva la maggioranza dei cristiani non era la caduta di Assad, bensì maggior democrazia all’interno di quel regime che negli anni ha sempre garantito i loro diritti. Alcuni dei cristiani inizialmente hanno partecipato alle manifestazioni, ma la gran parte di loro ben presto si è resa conto che le proteste erano monopolizzate da gruppi violenti legati al radicalismo, che non erano sicuramente interessati alla democrazia. Anche i cristiani che non appoggiavano Assad, hanno comunque deciso che il presidente era il male minore.

 

Passiamo alla Palestina, dove si sono verificati degli scontri sulla spianata delle moschee. Qual è il significato di questi incidenti?

Ci sono gruppi fondamentalisti all’interno della stessa opinione pubblica ebraica, i quali vorrebbero ricostruire un tempio al posto dell’attuale moschea di Al-Aqsa. Questa posizione fortemente minoritaria è utilizzata da entrambe le parti per la loro propaganda.

 

In che modo?

La presenza di frange ebraiche estremiste è strumentalizzato dai palestinesi per sostenere che Israele vorrebbe sottrarre loro la moschea, così da aumentare il livello dello scontro. Nella realtà però qualsiasi governo che abbia buonsenso si guarderà sempre dal permettere che sia cancellata la moschea di Al-Aqsa e costruito un nuovo tempio, creando i presupposti per uno scontro che andrebbe al di là dei confini della stessa Palestina.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
01/05/2014 - il mondo politico italiano cosa dice su qs. fatti? (Emilio Colombo)

da Renzi in giù c'è nessuno che dica (o pensi) qualcosa a riguardo?