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IL CASO/ Buttiglione: la Gran Bretagna cristiana? Bravo Cameron, ha risvegliato i "moribondi"

Pubblicazione:mercoledì 23 aprile 2014

David Cameron (Infophoto) David Cameron (Infophoto)

Dire che la Gran Bretagna è cristiana è un appello a fare i conti con quest’eredità. È dunque scomoda come cosa perché turba la tranquillità di chi è rassegnato a morire, facendolo in maniera indisturbata. Ci sono delle bellissime poesie di Eliot che descrivono molto bene questo atteggiamento. Ne i Cori de La Rocca si parla di un mondo in cui c’è il divieto totalitario di fare domande, dettato dalla paura di vivere. Si crea così un tabù. Ecco, Cameron ha rotto questo tabù: bravo.

 

In passato Cameron era stato invece bersaglio dei conservatori per aver avallato le nozze gay.

Allora, faccio una premessa. Chi è cristiano lo è a prescindere dall’essere cattolico, anglicano, protestante o ortodosso. Non sappiamo, poi, se crediamo tutti che Cristo sia figlio di Dio o meno. Però sappiamo che, tutti noi, dobbiamo fare i conti con l’ingombrante figura e presenza storica di Gesù, che interpella la nostra coscienza. In lui c’è la nostra identità e la speranza della salvezza. Questi conti (che non sappiamo come finiranno) li puoi fare dicendo sì oppure no alle nozze gay, ma non è questo il problema.

 

Cosa significa essere cristiani (cattolici, nel suo caso) oggi in politica di fronte ai temi etici quali, su tutti, legge 40, aborto ed eutanasia?

In politica non si possono dedurre delle leggi o dei doveri dalla fede. Ma io posso entrare in aula e dire di aver tenuto tra le mie braccia una persona che mi diceva “fatemi morire”, ma in realtà voleva dire “aiutatemi a vivere, ma in un altro modo. Datemi una compagnia”. La fede che è esperienza vissuta ha tutto il diritto di parlare. Se stiamo discutendo sulla verità dell’uomo io posso parlare sulla base dell’esperienza che ho. Uno mi potrebbe venire a dire che l’ho maturata in quanto cristiano: è vero, e allora? È un’esperienza umana.

 

(Fabio Franchini)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
23/04/2014 - Ma ci sono 50 intellettuali cristiani in UK? (Giuseppe Crippa)

Non mi ha tanto colpito l’esternazione di Cameron e neppure la lettera aperta dei 50 “intellettuali laici” preoccupati dalla minaccia alla “unità sociale” (ma cos’è ed esiste davvero?) degli inglesi quanto il fatto che non si siano trovati altrettanti o più "intellettuali cristiani" inglesi disposti a sottoscrivere una lettera – pacata e non polemica - di segno contrario. Possibile che non si trovino nel Regno Unito 50 cristiani (non importa se cattolici, anglicani oppure ortodossi, come dice bene Rocco Buttiglione) disposti a ribadire pubblicamente – mettendo quindi in gioco la loro immagine - che la storia del loro paese, così come la storia dell’intera Europa, è intrisa di cultura cristiana e che questo è vero fino ad oggi, senza soluzione di continuità?