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PALESTINA/ Gianni Minoli: l'accordo tra Hamas e Al-Fatah "regala" Israele a Putin

Pubblicazione:venerdì 25 aprile 2014

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E' ovvio che Israele faccia questo: aveva e ha tutto l'interesse che i due gruppi rimanessero divisi, è la logica del divide et impera. Certo Israele oggi è spiazzato, si trova di fronte a una doppia politica americana che lo lascia intimorito e dubbioso vista anche l'apertura americana verso l'Iran. C'è un evidente disimpegno degli Stati Uniti che è nell'aria da tanto tempo, e non a caso i rapporti tra Israele e Russia sono già avanzati di molto.

 

Perché gli Stati Uniti hanno preso questa direzione? 

In America ha prevalso la corrente di pensiero neoisolazionista, di per sé sempre molto forte, che oltre alla propria autonomia ora guarda alla ristrutturazione del mondo del lavoro e al rilancio delle industrie. La crisi ha accresciuto l'isolazionismo americano.

 

Il Medio Oriente al momento è quanto di più caotico si possa pensare, con la crisi siriana che sta ribaltando un po' tutto, che prospettive vede?

Il Medio Oriente è sempre stata una scena di interventi internazionali delle maggiori potenze mondiali. Tutti i cambiamenti sono problematici e così lo è questo attuale, che apre scenari ancora non definiti. Gli equilibri di una volta - e lo si è visto con l'alleanza tra papa Francesco e Putin che hanno portato Obama a fare marcia indietro sui bombardamenti in Siria - sono saltati. Questo cambia lo scenario. Lo vediamo anche in Crimea e Ucraina, dove si osserva come l'avanzata russa non sia contrastata da nessuno perché la linea di Putin è una prospettiva a cui nessuno in occidente aveva pensato e si era preparato.



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