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Esteri

PALESTINA/ Nirenstein: Hamas e Al-Fatah, un patto tra deboli senza conseguenze

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I motivi sono due. Da una parte Hamas oggi è in crisi cocente, la sconfitta in Egitto dei Fratelli musulmani che sono stati messi fuori legge come organizzazione terroristica li ha profondamente isolati, così come la cacciata dalla loro sede di Damasco da parte di Assad. Hamas oggi è in difficoltà grande, non riesce neanche più a pagare gli stipendi da mesi. 

 

L'altro motivo?

Mahmud Abbas, il presidente dell'autorità palestinese, ha sempre giocato al rialzo nel dialogo con Israele. In una parola, lui vuole tutto alle sue condizioni. Lo ha mostrato nel passato, con autentiche prese di posizione simili al ricatto ad esempio chiedendo di stabilire i confini di Israele ancora prima di cominciare i colloqui, e lo sta tentando di nuovo. L'alleanza con Hamas ha questo significato: o ci concedete tutto quello che chiediamo oppure adesso dovrete fare i conti con la minaccia di Hamas. Ma quando Israele chiede di essere riconosciuto come stato, loro rispondono di no.

 

Data l'assenza di una decisa politica americana in Medio Oriente come lamentano in molti, Israele compresa, è possibile che i palestinesi stiano cercando di infilarsi in questo vuoto, in questo isolamento di Israele per ottenere vantaggi?

La politica di Obama in Medio Oriente è stata fallimentare da ogni punto di vista. Con l'Egitto ha sbagliato tutto, ad esempio ha supportato i Fratelli musulmani. Con la Siria ha fatto una pessima figura, in Libia ha rovesciato Gheddafi e lasciato che il paese diventasse una terra di nessuno. Peggio di così non poteva fare.

 

Che scenario prevede, a questo punto, per Israele?

Israele è pronta a fare le concessioni territoriali, certamente non vogliamo che finisca come a Gaza, non possiamo permettere di avere dei confini che consentano di bombardare Gerusalemme o l'aeroporto di Tel Aviv. Ha detto giusto il ministro degli Esteri israeliano: o Al-Fatah fa la pace con Hamas o la fa con noi. Ma, ripeto, Israele finirà per fare concessioni territoriali come ha sempre fatto: nel Sinai, in Libano, a Gaza. Il problema però sono loro, i palestinesi. 

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