BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CLIPPERS/ Donne e razzismo: gli Usa adolescenti devono ancora crescere

Pubblicazione:martedì 29 aprile 2014

Un giocatore nero dei Los Angeles Clippers Un giocatore nero dei Los Angeles Clippers

I torti commessi e le ingiustizie perpetrate pesano sulla coscienza civile del paese. Passati i tempi in cui i Pastori protestanti si arrampicavano sugli specchi dei loro sermoni per giustificare la schiavitù, passati gli ultimi, terribili, fuochi razzisti degli anni 60, è subentrato il bisogno di imporre a tappeto un'overdose di uguaglianza: niente più distinzioni tra bianchi e neri, uomini e donne, omo ed eterosessuali, qualsiasi tipo di "diverso"… tutti uguali, con qualcuno più uguale degli altri per rimediare agli errori del passato.

Le "quote universitarie obbligate" per le minoranze etniche appartengono a questo filone. Esattamente come 12 Years a Slave. "Miglior film dell'anno", vincente perché, come aveva detto Ellen Generes, "sennò siamo tutti razzisti". Sarà anche un bel film, realistico e storicamente fondato, ma certamente e' una vendetta, una punizione dell'uomo bianco, che l'uomo bianco accetta e porta in trionfo per vergogna, perché altrimenti saremmo ancora tutti razzisti. 

Lo stesso mi pare stia accadendo oggi con il caso Sterling. È buffa la NBA, è un circo fatto di neri con proprietari bianchi. Una volta non c'erano giocatori neri, adesso scarseggiano i bianchi. E anche il numero degli allenatori di colore è in aumento. Presto arriveranno anche i proprietari, perché no? Ma per favore, cerchiamo di non essere cosi demagogici, sennò ci mettiamo a denunciare chi ha fatto "White men can't jump" perché è razzista pure quello, offende la razza bianca.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >