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LA STORIA/ 2. Ruanda, la riconciliazione di Jean

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campo_Africa (infophoto)  campo_Africa (infophoto)

Nel 2003, c’è stato l’incontro con AVSI, che ha cambiato di nuovo, questa volta in positivo, la sua vita.

Ho conosciuto AVSI perché aiutavano mia nipote Delphine, orfana dall’età di 8 anni. Lavoravano al fianco dei più vulnerabili, in particolare con gli affetti da HIV. AVSI ha aiutato anche me, con il cibo e il sostegno materiale, ma anche e soprattutto a ricostruire la fiducia in me stesso e nella vita. Grazie ad AVSI ho potuto costruirmi la mia casa in città e lasciare l’isolamento in campagna. E’ potuto accadere grazie ai suggerimenti dei formatori, grazie al contatto umano e allo scambio con gli altri. E ' come se avessi aperto gli occhi e adesso riesco a vivere e mantenere la mia famiglia.

“Anche il supporto più materiale è stato importante. AVSI ci ha insegnato a pescare e a farlo con maggiore consapevolezza e autonomia, ci ha spinto a organizzare una nostra cooperativa (COVAM), che grazie a questo supporto esiste ancora a distanza di anni. Inoltre, le associazioni e le cooperative sono stati un mezzo per conoscerci meglio e superare insieme paure e diffidenze. Un altra cosa molto utile sono stati i viaggi di studio. Abbiamo visto quello che stava accadendo altrove, in agricoltura, zootecnia , unità di elaborazione, con l' obiettivo di uscire dalla povertà a causa della guerra e del genocidio. Inoltre, l’esperienza in cooperative ci ha permesso di conoscerci meglio e di fidarci a vicenda”.

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