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ELEZIONI EGITTO/ Micalessin: ecco perché Arabia e Russia vogliono controllare il paese

Pubblicazione:lunedì 7 aprile 2014

Sostenitori del generale Abdel Fattah El-Sisi Sostenitori del generale Abdel Fattah El-Sisi

Sono sei i candidati pronti a sfidarsi per le elezioni presidenziali del 26 e 27 maggio in Egitto. In pole-position c’è il generale Abdel Fattah El-Sisi, ex ministro della Difesa nel governo del presidente ad interim Adly Mansour e vero uomo forte che decise l’estromissione dal potere dell’ex presidente Mohamed Morsi nel luglio 2013. Si presenta per la seconda volta Hamdin Sabbahi, candidato liberale fautore dei pieni diritti dei cristiani e delle donne. In lizza ci sono anche Mortada Mansour, avvocato 62enne legato a Hosni Mubarak, Seif El-Amir, copto e consigliere di arbitrato internazionale, Mahmoud Hossam, leader del partito El-Bedaya, e Sabri Abdel Aziz, imprenditore petrolifero. L’inviato de il Giornale, Gian Micalessin, spiega però che nella realtà “la competizione per le presidenziali in Egitto è già stata decisa e non certo dagli egiziani. La disorganizzazione dei partiti laici e il pieno appoggio dell’Arabia Saudita al generale El-Sisi saranno gli elementi decisivi di questa campagna elettorale”.

 

Micalessin, come vede la competizione tra questi sei candidati per il ruolo di nuovo presidente dell’Egitto?

L’esito del voto sarà scontato e il grande vincitore sarà il generale El-Sisi. L’ex ministro della Difesa conta sull’appoggio dell’Arabia Saudita e dell’Esercito ed è stato il vero “Deus ex Machina” del golpe contro Morsi e della repressione dei Fratelli musulmani. C’è quindi un solo candidato favorito, El-Sisi, e gli altri sono pura coreografia. Il generale El-Sisi è un esecutore di ordini che provengono sostanzialmente dall’Arabia Saudita.

 

Perché El-Sisi può contare sull’appoggio dell’Arabia Saudita?

Questo appoggio rientra nell’orbita dello scontro intestino nella componente sunnita in Medio Oriente, che vede contrapposti Arabia Saudita e Qatar. Le primavere arabe sono state caratterizzate dal tentativo del Qatar di assumere l’egemonia all’interno della componente sunnita appoggiandosi ai Fratelli musulmani. Il tentativo del Qatar è fallito anche in quanto l’Arabia Saudita è intervenuta pesantemente. In particolare nel Paese chiave per il controllo del Medio Oriente, cioè l’Egitto, Riyad ha sostenuto El-Sisi e ha di fatto messo ai margini i Fratelli musulmani. Questi ultimi sono stati incriminati e messi in carcere nel corso di una repressione così pesante quale non la si ricordava dai tempi di Nasser.

 

Oltre a godere del sostegno saudita, chi rappresenta il generale El-Sisi all’interno dell’Egitto?


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