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DIARIO RUSSIA/ "Qui a Mosca si vive nell'odio e nella paura, perché?"

Pubblicazione:giovedì 1 maggio 2014

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MOSCA - La società russa ha raggiunto l’unanimità o quasi: alla fine di marzo il Centro russo di ricerche sull’opinione pubblica dava il gradimento del presidente Putin al 75,7% (un record), altri affermano addirittura che solo il 9% della popolazione avversa totalmente la politica del governo.

Si tratta di un dato di fatto eclatante. Questa nuova unità è nata in nome del patriottismo, che si è rivelato all’improvviso il fulcro del sentire comune; la sua forza è il desiderio di appartenere a qualcosa di sovrapersonale e di grande. Ma, nonostante i suoi successi, questa unità non è così monolitica e serena come potrebbe sembrare, non poche sono le polemiche che la accompagnano all'interno della società russa, creandovi una spaccatura profonda che merita riflessioni approfondite e potrebbe essere la via per una nuova crescita e per una più profonda maturazione

La dolorosa lacerazione degli animi riporta innanzitutto alla luce vecchi errori e vecchie ferite mai sanate, esige drammaticamente che si affrontino compiti nuovi: «Sono in corso processi molto complessi, che cambieranno irreversibilmente il mondo e la vita di ognuno di noi… ma nessuno può essere ridotto solo a un’opinione » scrive la psicologa Ljudmila Petranovskaja su facebook. E ancora: «Vecchi amici che rompono i rapporti, genitori che hanno smesso di parlare coi figli, si dice che alcuni addirittura stiano già divorziando. Che follia. È chiaro che sono state toccate delle corde molto profonde e importanti. È chiaro che non è solo uno scontro di opinioni, di visioni del mondo. E tuttavia… Discutete, se avete la voglia e le forze, ma non puntate a convincere seduta stante il vostro interlocutore. … Leggete opinioni diverse, consideratelo un esercizio di tolleranza, una pratica spirituale, in fondo. Tanto ci tocca lo stesso vivere insieme, non possiamo dividere il paese “in base alle posizioni”, abbiamo bisogno di conoscerci e di saperci ascoltare, anche se non siamo d’accordo. Tenete presente che oggi tutti hanno i nervi a fior di pelle, si sentono molto vulnerabili, hanno paura. … Non vi invito a lasciar perdere gli argomenti importanti per parlare del più e del meno: si può e si deve discutere, ma non rompete i rapporti perché non siete della stessa idea. I rapporti sono più importanti delle posizioni e delle opinioni. Finché non ci siamo sparati addosso, finché non è successo l’irrimediabile, finché non siamo arrivati al sangue - e voglia il cielo che non ci si arrivi -, non rompiamo alcun legame prezioso. Stiamo entrando in una fase di fortissima turbolenza in cui nessuna mano amica sarà superflua. …Siamo tutti carnefici e tutti vittime, su questo non ci piove, ma l’importante è che nessuno è soltanto carnefice o soltanto vittima. … Custodite i rapporti».


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