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CAOS UCRAINA/ Così la Russia sta "spaccando" l'Ue

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Quest’ultima notizia conferma proprio quanto dicevamo a proposito dell’aereo del vice primo ministro russo Dmitry Rogozin. Inoltre, la presenza in Ucraina di questi ben noti “mercenari Usa” spiegherebbe ciò che ha causato l’orrendo massacro incendiario di Odessa. Quel che sembra chiaro è che la cancelliera Merkel inizia a contrastare gli Usa nella follia anti-russa. Questo non deve sorprendere, visto che nel gennaio 2014 si è tenuta a Monaco di Baviera la 50sima Conferenza Internazionale per la Sicurezza, nella quale il presidente federale della Germania, Joachim Gauck, ha pronunciato un importante discorso nel quale annunciava il “ritorno della Germania”.

Sebbene si debba ancora aspettare di vedere se queste mosse preliminari si tradurranno anche in azione politica da parte del governo tedesco, quel che emerge è un’Ue in frantumi. La Francia di Hollande cerca di esistere sparando nell’aria. La Germania cerca di smarcarsi dagli Usa, mettendo una chiara ipoteca sulla nomina di successione all’attuale involontario alto commissario Ue, Catherine Ashton. L’Italia è invisibile e restano ignote le sue iniziative e attività di politica estera, fatta eccezione per le evanescenti dichiarazioni del ministro Mogherini in allineamento agli Usa o a favore della liberazione delle ragazze nigeriane rapite. Il Regno Unito tace in attesa di sapere il proprio destino interno chiuso tra l’annunciata vincita elettorale del partito Ukip che chiede l’uscita dall’Ue, l’esito del prossimo referendum di indipendenza della Scozia e l’imbarazzante presenza a Londra di qualche centinaio di miliardari stranieri - anche russi e ucraini - che insieme hanno una fortuna di più di 150 miliardi di euro. Quanto all’Ue si respira la paralisi totale in attesa del voto del 25 maggio. Una paralisi invereconda, visto che il 25 maggio si svolgeranno sia le elezioni europee che quelle presidenziali in Ucraina.

È molto probabile che le elezioni ucraine porteranno a una guerra civile violentissima tra chi vuole un governo di Kiev per tutti gli ucraini e chi invece vuole, senza remore e timori, una Ucraina federale. Che cosa faranno le decotte istituzioni europee e la Nato? Per ora sappiamo che la Nato sta conducendo notevoli “esercitazioni” militari in Polonia e nei tre stati baltici. Infine, saprà la Germania essere un costruttore di pace nel vicinato orientale e meridionale dell’Ue?

Il 2 maggio scorso sul Wall Street Journal un editoriale a firma di Hans Werner Sinn, presidente dell’Istituto di Ricerca Economica (Ifo), chiariva che “si deve tenere a mente che l’attuale crisi in Ucraina è stata causata dall’Occidente […]. Dopo il massacro di forze russe avvenuto nella Seconda guerra mondiale, la Germania ha potuto beneficiare di un lungo periodo pacifico e grazie alla Russia ha potuto compiere la propria riunificazione. Per questa ragione incombe alla Germania la responsabilità di ridurre il conflitto con la Russia”. 



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