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PAKISTAN/ 68 avvocati incriminati per blasfemia

Pubblicazione:martedì 13 maggio 2014

Foto InfoPhoto Foto InfoPhoto

Nonostante le proteste di tutto il mondo e anche all'interno del Pakistan, la legge sulla blasfemia sembra non solo intoccabile, ma peggiorare sempre di più le condizioni di vita dei pachistani. In quello che senza dubbio è il caso più clamoroso ad oggi, ben 68 avvocati pachistani sono stati denunciati per la stessa accusa: blasfemia. Secondo le prime ricostruzioni del caso, gli avvocati sono scesi in piazza a protestare dopo l'arresto di un loro collega, con il risultato di venir tutti denunciati con l'accusa di aver insultato un compagno del Profeta Maometto. Come sempre in caso di blasfemia, la polizia si è attivata dopo la denuncia sporta da una singola persona. Gli avvocati denunciati stavano protestando contro cinque poliziotti del Punjab accusati di aver arrestato e di detenere in modo illegale un avvocato della città di Jhang. Ed ecco l'incredibile accusa che ha portato alla denuncia complessiva: una persona che si trovava a passare durante la manifestazione si è detta offesa perché gli avvocati stavano insultando un poliziotto il cui nome è lo stesso del secondo Califfo dell'Islam, Omar. In un caso come questo, gli avvocati rischiano adesso tre anni di carcere, mentre se le offese sono dirette al profeta, si rischia anche la pena di morte. La buona notizia in questo incredibile episodio è che nessuno degli avvocati è stato arrestato. 



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