BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

UCRAINA/ Dzyurakh (vescovo): il paese era unito, così Putin l'ha spaccato

InphofotoInphofoto

No. E' segnata dalla visione dello sviluppo futuro del Paese. Nella quotidianità questa divisione si manifesta nell’abisso esistente tra il piccolo gruppo degli oligarchi e dei politici corrotti e la maggioranza del popolo ridotto al limite dell’esistenza, costretto ad emigrare alla ricerca dei mezzi di sopravivenza, umiliato nella sua dignità e derubato della prospettiva di miglioramento. Proprio contro questa politica disumana il popolo si è espresso durante il cosiddetto “Euromajdan”. E dopo la fuga del ex-Presidente Yanukovic, quando si sperava in una svolta nello sviluppo del Paese, abbiamo ricevuto il colpo alle spalle da parte della Federazione Russa con la scusa della “difesa dei diritti dei cittadini russi e russofoni dell’Ucraina”. Come per ironia hanno comminciato questa “difesa” dalla penisola della Crimea, dove tra 587 scuole esistenti solo 7 sono di lingua ucraina, tutte le altre usano nell’insegnamento la lingua russa. A proposito, nella Federazione Russa, dove abitano circa 7 milioni di Ucraini, non esiste nessuna (!) scuola con insegnamento in lingua ucraina... Ma sembra che questo non preoccupi i padroni di Cremlino, né i responsabili politici nella Europa occidentale.

 

Come vede i possibili sviluppi dell’attuale situazione e quale il ruolo che possono esercitare le Chiese?

La situazione rimane molto instabile ed esplosiva. Praticamente viviamo sotto la minaccia di una guerra, provocata dal Cremlino, che può portare imprevedibili e tragiche conseguenze per tutto il continente europeo. Già adesso sul territorio ucraino sono apparsi centinaia di terroristi che uccidono i civili, occupano gli edifici pubblici, provocano il caos e i disordini in diverse parti dell’Ucraina orientale, soprattutto nelle regioni di Donetsk e di Lugansk. Si dichiarano “protestatori pacifici”, in realtà dispongono invece di armi e preparazione professionale, fino ad essere in grado di abbattere elicotteri. Ci sono anche prove che questi gruppi ricevono gli ordini e vengono coordinati dal Cremlino. Tutto è orientato verso la più grande destabilizzazione possibile per impedire lo svolgimento delle elezioni presidenziali fissate per il prossimo 25 maggio.

 

Voi cosa pensate di fare?

In queste circostanze, la nostra Chiesa ha rinnovato l’appello alla preghiera continua per la pace e per elezioni “libere e giuste”. Inoltre, in una lettera pastorale diffusa pochi giorni fa, si invitano i cittadini a partecipare alle elezioni presidenziali e a scegliere il futuro dell’Ucraina facendosi guidare dai valori dell’onestà, della trasparenza e della responsabilità. Di fronte all’estero vogliamo essere i testimoni della verità su ciò che succede in Ucraina, perché assistiamo a una esplosione di propaganda antiucraina, che il nostro vicino diffonde non solo al suo interno, ma anche in tutto il mondo....

 

Continui, eccellenza.

Mi vengono alla mente le parole dell’ ormai Santo Giovanni Paolo II, il quale osservava, ricordando la tragedia della seconda guerra mondiale: “Durante la seconda guerra mondiale, oltre che alle armi convenzionali e a quelle chimiche, biologiche e nucleari, s'è fatto ampiamente ricorso ad un altro micidiale strumento bellico: la propaganda. Prima di colpire l'avversario con i mezzi della distruzione fisica, si è cercato di annientarlo moralmente con la denigrazione, le false accuse, l'orientamento dell'opinione pubblica verso la più irrazionale intolleranza, mediante ogni forma di indottrinamento, specialmente nei confronti dei giovani”.