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RISIKO/ Serbia, la neutralità "necessaria" che divide Ue e Russia

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Vladimir Putin (S) con Van Rompuy e Barroso (Infophoto)  Vladimir Putin (S) con Van Rompuy e Barroso (Infophoto)

Per quanto riguarda il sentimento nazionalista tenderei a dire di no, nel senso che l'Europa è vista come un passaggio necessario. E' vista come un'istituzione che ha dei problemi interni e quindi suscita scarsi entusiasmi; al contempo rispetto alla Serbia viene percepita come una istituzione che fa più richieste che concessioni. 

 

Ci sono poi annose ferite mai del tutto rimarginate, ad esempio il Kosovo…

Per quello che riguarda il Kosovo ci sono alcuni paesi della Ue che hanno spinto molto per far normalizzare i rapporti. Sono stati momenti di difficile dialogo e accettazioneda parte del popolo serbo. 

 

L'antica amicizia con Mosca invece? Quanto conta oggi?

Questo è un discorso politico. Oggi la società civile non ha simpatie particolari per nessuno.

 

E dunque?

La Russia ha ancora sicuramente un peso specifico non indifferente in Serbia, lo si vede oggi nell'ambito della crisi della Crimea e ucraina dove Belgrado ha detto chiaramente che non prenderà mai parte ad alcuna sanzione contro la Russia. Un problema che è poi emerso anche davanti a una ipotetica adesione alla Nato della Serbia, cosa davanti alla quale la Russia ha già messo le mani avanti.

 

In che senso?

La Serbia secondo tutti, occidente ed oriente, è e deve restare neutrale. Ma questa neutralità serba rappresenta un unicum al mondo, in quanto Belgrado fa parte da anni di Program for peace, il programma della Nato per avvicinare gli stati non aderenti. Ma la Serbia nello stesso tempo è entrata l'anno scorso a far parte del patto parallelo russo, clonato dal patto di Varsavia.

 

Il che complica non poco le cose.

Ci sono state infatti diverse dichiarazioni in concomitanza della prima visita del ministro russo della difesa a Belgrado. Nessuno sa cosa si siano detti ma hanno certamente posto la questione della neutralità di Belgrado. L'ambasciatore russo a Belgrado ha più volte usato toni molto forti contro l'adesione alla Nato e le autorità politiche hanno subito detto che non succederà mai. E' un'ombra dunque quella di Mosca su Belgrado che resta presente.



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