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ESECUZIONE OKLAHOMA/ Dopo l'uccisione dell'umano c'è ancora una speranza

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Ho già detto altre volte che in questo dibattito vita-morte, bene-male mi hanno sempre fatto impazzire quelli che riescono ad essere allo stesso tempo feroci oppositori dell'aborto e paladini della pena di morte. Compresi tanti cattolici. Ma ieri, leggendo di Lockett, mi è tornata alla mente una conversazione avuta anni fa con un importante professore universitario, docente di legge, e pure cattolico. Famoso – più di me… − grande di età – più di me… e molto più "cattolicamente catechizzato" di me. La conversazione, che si era presto infiammata, verteva proprio su questa contraddizione: come si fa a combattere l'aborto ed essere a favore della pena di morte? Dopo esserci rimbalzati per un po' tesi e controtesi – ognuno convinto delle sue – ormai a corto di argomenti il Professore mi fa, "…e poi cosa sono una manciata di pene capitali rispetto ad oltre un milione di aborti all'anno?"

M'è venuto un tuffo al cuore, un dolore profondo ed allo stesso tempo una profonda tenerezza. L'ho guardato come m'ero sentito guardato io tanti anni prima nei chiostri della Cattolica, e gli ho detto: "Ma scusa, una vita, una sola vita non vale più di tutte le stelle del cielo?" Lui si ferma, tace per un momento, mi guarda e sussurra, "Hai ragione, è vero".

C'è ancora speranza, nel mare delle contraddizioni che ci disorientano. C'è ancora speranza. Occorre continuare a testimoniare la verità. Un cuore giovane può riconoscerla. 

God bless America.



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