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DIARIO PAPA/ Aspettando Francesco, a casa di Maria di Magdala

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Sì, perché l'intero progetto sorge su uno dei siti più preziosi per la storia dell'ebraismo e del cristianesimo, scoperto in modo fortuito o, se si preferisce, provvidenziale. E qui entra in campo l'ideatore di tale meraviglia, Padre Juan Solana, messicano e legionario di Cristo, che si era svenato (16 milioni di euro) per comprare quel fazzoletto di terra accanto al lago, allo scopo di creare un centro per i pellegrini in Galilea, sul modello di Notre Dame di Gerusalemme, secolare punto di incontro per chiunque visiti la città santa. 

Mentre scavava le fondamenta di un albergo con annesso ristorante si è imbattuto nel sogno di ogni archeologo: le rovine di un villaggio del I secolo, con tanto di mercato, case e bacini per l'essiccazione del pesce, edifici pubblici con affreschi, mosaici, e bagni rituali, porto e sorpattutto sinagoga. In pratica l'antica cittadina di Magdala, quella di cui parla Flavio Giuseppe esagerandone la ricchezza, per la posizione strategica sulla via maris che collegava l'Egitto a Damasco, senza dubbio il luogo d'origine della Maddalena.  In una delle case più belle, gli esperti pensano abbia potuto muoversi e respirare la donna incantata e convertita da Gesù, sicuramente una benestante signora decisa a seguire e sostenere quel Rabbino che si dichiarava Figlio di Dio. 

Una scoperta straordinaria che ha trasformato un mucchio di ciottoli e rovine in luogo santo. Perché è lecito pensare che nella sinagoga, dissepolta dai cumuli di terra che vi gettaroro sopra gli abitanti dell'epoca per preservarla dalla furia dei Romani, abbia potuto insegnare Gesù. Tutto concorre a farlo credere: due monete locali datate rispettivamente 29 d.C. (quindi quando il figlio di Maria e Giuseppe era ancora in vita) e 43 d.C., l'eccezionale ricchezza che emerge dai reperti (affreschi, mosaici, arredi liturgici) e testimonia l'autorevolezza della sinagoga, il blocco di pietra ornato che fungeva da tavolo per i rotoli della Torah. Un pezzo, quest'ultimo, che da solo rivoluziona la storia del giudaismo e dei suoi rapporti con le prime comunità cristiane. Gli archeologi dell'Israel Antiquities Authority sono concordi: "circostanziali evidenze" fanno presumere che Gesù sia entrato nel Tempio (l'unico risalente al I secolo ritrovato in Galilea), abbia calpestato gli eleganti motivi del mosaico che ancora oggi è possibile ammirare, declamando e spiegando la Scrittura ai suoi discepoli, per poi proseguire la sua predicazione intorno al mare di Galilea. 

In fondo − spiega Padre Juan Solana ai visitatori − Cafarnao è ad un passo, come pure Tabgha e la collina di Korazym, e Magdala era una cittadina troppo vitale e popolosa per essere snobbata.