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DIARIO PAPA/ Aspettando Francesco, a casa di Maria di Magdala

Pubblicazione:martedì 20 maggio 2014 - Ultimo aggiornamento:martedì 20 maggio 2014, 23.03

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Papa Francesco non andrà in Galilea. Il suo viaggio intensissimo e breve nella Terra Santa non prevede tappe nel nord di Israele, sui luoghi dove Gesù di Nazareth passò gran parte della sua esistenza. Eppure un pezzo di quella regione sarà da lui: lunedì 26, nel suo ultimo giorno di pellegrinaggio, benedirà il tabernacolo di una nuova chiesa. Un pezzo di legno di cedro intagliato, che ora si trova in una delle quattro cappelle, intonacate di fresco, incastonate nel corpo centrale dell'edificio sacro sorto sulle rovine dell'antica città di Magdala. 

Declassato a "Centro Spirituale", nel politically correct del burocratese israeliano, il nuovo santuario ha le forme arrotondate delle case arabe, le sfumature della sabbia e il titolo in oro stampato in fronte: "duc in altum". Chi l'ha voluto, ha scelto attentamente il luogo: accanto alla riva del mare di Tiberiade, con le acque che, quando tira il vento da tempesta evangelica, spruzzano la vetrata absidale, una parete trasparente che rende il lago di Gesù protagonista dello spazio sacro. A moltiplicare le suggestioni l'altare a forma di barca, un azzardo in legno con la croce come albero maestro e un lenzuolo bianco per vela, e il marmo su cui poggia, scelto in capo al mondo per le infinite venature verdognole che richiamano le acque melmose. 

Come se non bastasse gli architetti, (due sorelle e un fratello originari di Nazareth) hanno deciso di strafare e, con un effetto scenografico degno di Calatrava, hanno creato uno specchio d'acqua esterno su cui sembra navigare la barca. Un concentrato di simboli e rimandi, come se non fosse sufficiente la straordinaria location. E non è finita qui: l'atrio, con il fonte battesimale centrale, è sorretto da otto colonne, sette delle quali nominate al femminile. Sono le donne di Gesù, quelle che lo accompagnarono nella sua predicazione, che non lo abbandonarono sotto la croce e lo riconobbero, dopo tre giorni, risorto, vittorioso sulla morte. Salomè, madre dei figli di Zebedeo, la suocera di Pietro, Maria di Cleofe, Susanna e Ioanna, che lo sostenevano nella sua missione, le inevitabili Marta e Maria, sorelle di Lazzaro, le "aliae multae", la definizione generica sotto cui gli evangelisti indicarono quel gruppo di donne che seguivano il Nazareno, e naturalmente lei, Maria Maddalena, la discepola più nominata nel nuovo testamento, la donna che troviamo in tutti i momenti cruciali dell'esistenza del figlio di Dio, la proprietaria di una delle case appena dissotterate dagli archeologi israeliani a poche centinaia di metri dalla Chiesa. 


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